
FERMO – Morire di crepacuore per essere stato truffato. È successo a un anziano marchigiano. Di fronte a questo fatto, il consigliere regionale Fabrizio Cesetti, torna a parlare di azioni necessarie per prevenire rischi. “La politica regionale deve riflettere e soprattutto adottare provvedimenti concreti di propria competenza per far sì che i nostri anziani vengano tutelati da questi spregevoli comportamenti criminali”.
I casi si susseguono, ogni report delle forze dell’ordine pone le truffe agli anziani tra i reati più frequenti e odiosi. “Alla moneta elettronica ai social network, fino all’impiego dell’intelligenza artificiale, i mezzi peer truffare aumentano. Il risultato? Decine e decine di frodi e truffe ai danni di queste persone fragili, che tra l’altro restano per lo più impunite. E le conseguenze, purtroppo, sono sempre devastanti. Il torto subito, infatti, provoca nelle vittime un senso di prostrazione psicologica e smarrimento permanetene, che può avere persino conseguenze irreparabili”.
Vittima la persona, ma anche i familiari “che vengono proiettati in una condizione di estrema apprensione per i propri cari”. Per tale motivo, Cesetti ha depositato una proposta di legge per l’istituzione del Garante regionale per i Diritti delle persone anziane.
“Nei primi cinque anni di Acquaroli, avevo presentato una proposta di legge per l’apertura su tutto il territorio marchigiano di Sportelli Antitruffa per gli anziani vittime di reati contro il patrimonio mediante frode. Sportelli che, nella mia intenzione, avevano il compito di erogare servizi informativi, di prevenzione, ascolto, assistenza, sostegno psicologico e denuncia all’autorità giudiziaria” prosegue il consigliere.
Laa proposta ottenne l’ok unanime, ma non è stata applicata. “Auspico che quella legge possa nei prossimi mesi ricevere le risorse necessarie a dispiegare i suoi effetti, ma nel frattempo è necessario che la Regione Marche si doti di un Garante con funzioni specifiche al fine di promuovere, vigilare e garantire sulla piena attuazione dei diritti e degli interessi individuali e collettivi delle persone anziane”.
Una figura quindi mirata, che vada oltre il garante per i detenuti. “Dobbiamo tutelare nonni e zii”. Come? La proposta prevede la promozione e il monitoraggio della diffusione e dell’effettiva applicazione dei diritti delle persone anziane relativamente alla parità di accesso ai servizi di assistenza e a forme di sostegno, alla libertà di scelta e autonomia decisionale, all’assenza di abusi e maltrattamenti, alla salvaguardia dei diritti costituzionali e delle libertà fondamentali.
“Il tutto – conclude – per garantire il diritto alla vita, alla salute, alla riservatezza e allo svolgimento della propria personalità nel contesto sociale e nella vita familiare”.
