
PORTO SAN GIORGIO – Un progetto che parla ai teen, ovvero ai giovani. Porto San Giorgio, insieme con l’Ambito Sociale guidato da Alessandro Ranieri, ha trovato il modo di dare voce ai ragazzi, agli adolescenti. “E’ per la prima volta che comuni limitrofi, Fermo e Porto San Giorgio in testa, ma altre realtà dell’Ambito XIX, collaborano insieme. Nasce uno spazio dedicato, una risposta sia bisogni dell’adolescenza e non solo” sottolinea Carlotta Lanciotti, assessora alla Cultura, affiancata dal collega Marco Tombolini. “Per noi è una stimolo, oltre che una risposta, a migliorare i servizi esistenti”.
Lo spazio, in via Marsala, verrà inaugurato lunedì 20 aprile. Il tutto, grazie a un finanziamento di 3.3 milioni di euro via Pnrr che permetterà tre anni di attività. “Insieme con noi ci sono le scuole e la consulta dei giovani. Un progetto davvero corale con tanti grazie da dire, dalle associazioni alle cooperative” prosegue.
Il presidente pro tempore del Comitato dei sindaci, Alberto Antognozzi, tiene a battesimo il progetto. “Parlare di giovani in maniera operativa è fondamentale. L’Ambito è abile nel partecipare, e vincere, ai bandi. La spesa del sociale cresce ogni anno, per i comuni è complicato, l’Ambito diventa un aiuto per non lasciare indietro nessuno. Senza la rete, soprattutto i piccoli comuni, non potrebbero dare le risposte necessarie”.
Nel merito entra Alessandro Ranieri: “Questo è un progetto fortemente voluto, con un percorso lungo che ora diventa operativo. Siamo stati bravi a creare un gruppo di progettazione e gestione che unisce funzioni amministrative, tecniche e sociali del comune di Porto San Giorgio e di Fermo”.


Gloria Filippetti è la coordinatrice strategica di uno dei sessanta progetti finanziati in Italia. Un decina quelli inaugurati, quello di Porto San Giorgio è il primo della regione Marche, il secondo è quello di Jesi. “Da qui, insieme con il ministero delle Politiche Sociali e del Lavoro, il taglio del nastro sarà affidato al viceministro, parte una politica che va oltre il tema del disagio e guarda alla crescita dei giovani”.
Lo spazio non solo aggregazione: stanze per l’arte, la musica, la creazione di progetti affidati a giovani, che avranno un budget di 5mila euro per cinque progetti all’anno. “Azioni che si possono fare dentro e fuori gli orari scolastici” chiarisce Filippetti.
Viene attivata anche una unità di strada. Confermati i tirocini di inclusione sociale, l’accompagnamento psicologico e le azioni per fermare la dispersione scolastica. “Non c’è un gestore unico, ma una co-progettazione con gli enti del terzo settore. I ragazzi li raggiungeremo in diversi modi: primo passaggio con le scuole. Lo spazio inaugura lunedì, ma da dicembre stiamo lavorando con gli istituti scolastici”. Ci saranno poi 4 educatori che scenderanno in strada.
“Lavoriamo sul protagonismo attivo dei giovani nei vari comuni dell’Ambito”. Il presidio è oggi a Porto San Giorgio, Fermo, Montegranaro, Montegiorgio e lo stiamo attivando ad Altidona. “Noi studiamo il territorio, i vari comuni, e agiamo quando e dove i giovani si ritrovano. Ci sarà un gazebo, l’azione degli educatori che lavoreranno con le realtà comunali”.
E poi da martedì 21 lo spazio sarà attivo. “Il tutto sempre non creando un’alternativa, ma un potenziamento e messa a terra di quello che c’è” ribadisce Filippetti. Il progetto, oltre al recupero degli spazi e ai servizi, prevede anche assunzioni per garantire i vari servizi.
Capofila è Il Picchio, con Matrix, Wega, Artemista. Parliamo di una equipe di 25 persone. “Mai numeri così grandi, e lo dico lavorando da 35 anni in questo campo. Alcuni operatori sono già stati selezionati, per far partire il progetto” ribadisce Ranieri.
Il target principale è 11-18 anni, ma un focus anche sulla fascia 18-21, che sono quelli che escono dai canali principali e hanno bisogno di essere resi protagonisti nella loro vita. Emanuele Ciarrocchi, con il Picchio, è capofila delle sei realtà sociali, ognuna si occupa di un servizio diverso, con Wega e Artemista che si occuperanno della formazione lavoro e riduzione della dispersione scolastica.
Andrea Paalzzo e Carolina Perfetti sono i coordinatori di progetto. “Nuova occupazione di 25 operatori e professionisti sociali. Ci sono ancora figure scoperte. Sia chiaro, non è solo un recupero delle fragilità, questo progetto vuole portare il benessere a ogni fascia d’età. Vogliamo che via Marsala diventi un avamposto di felicità”.
Tornando alla struttura: “Massima attenzione alla cura degli ambienti, è davvero un unicum. Dai colori agli ambienti, il tutto in tempi molto ristretti. Uno spazio accogliente anche grazzie alle luci e agli arredi” aggiungono l’ingegnera Millevolte e l’architetto Ortenzi, ovvero Rup e progettista.
La chiosa è del sindaco Valerio Vesprini: “A me piace collaborare, non è Porto San Giorgio che guadagna da Questo progetto, ma tutto il territorio d’Ambito. Abbiamo voluto via Marsala, location ideale tra centro sociali, impianti sportivi e associazioni culturali. Zona viva, ma che merita attenzione e occasioni positive”.
Per il sindaco è una delle risposte al ‘che fate per i giovani?’. “Andiamo oltre le telecamere, noi oggi diamo una risposta in più. Perché dare luoghi aggregativi significa ridurre gli spazi di disagio, ma soprattutto diamo linfa alla creatività di ragazzi e ragazze, creando relazioni”. Il progetto ha una durata triennale.
Riguardo ai fondi, 300mila euro sono stati usati per la ristrutturazione per l’immobile, 3milioni per risorse umane e servizi. Progetto che usa anche il campetto di via Resistenza. “Noi vogliamo un quartiere educante, muoversi tra dentro e fuori gli spazi” conclude Gloria Filippetti. Il progetto, facendo parte del Piano nazionale delle politiche sociali: “E’ una sperimentazione, ma dovrebbe diventare un’azione strutturale” conclude Ranieri.
