
MILANO – È iniziato il countdown, il 6 marzo inaugura Tipicità, il festival del made in Marche. Da manifestazione che aveva il suo unico cuore nel fermo Forum, Tipicità è diventata un evento che varca confini, crea connessioni.
Da qui il titolo della 34esima edizione: Traiettorie indigene. “Sono quei sentieri che offrono al viaggiatore il “lusso” di perdersi. Strade che ci portano al cuore del villaggio globale, lontano dal “folklore da cartolina”, dentro esperienze vere: sapori, destinazioni, idee e manifattura che compongono un affresco in continuo movimento!” spiega Angelo Serri, direttore e fondatore, con Alberto Monachesi, del festival.
Al centro della tre giorni ci sono i prodotti, la manifattura, le destinazioni che parlano dell’Italia autentica o, più precisamente, di un mosaico di micro-Italie capaci di restituire il Bel Paese contemporaneo.
È in questo contesto che si inserisce il premio nazionale, destinato alle famiglie imprenditoriali italiane che da generazioni producono le materie prime di quella cucina italiana che l’UNESCO il 10 dicembre ha riconosciuto patrimonio immateriale dell’umanità.
Il premio, istituito da “Italia a Tavola”, sarà assegnato il 7 marzo e va a sei realtà, di cui due marchigiane: la pasticceria artigianale Loison da Vicenza, l’Antica Corte Pallavicina dei fratelli Spigaroli di Polesine Parmense, lo storico “Mulino di Napoli” Caputo, l’Aceto Balsamico di Modena Giusti, gli Eredi Rossi Silvio da Sefro con la celebre attività di troticoltura e il Salumificio Ciriaci di Ortezzano guidato da Graziella Ciriaci.
“Un riconoscimento che celebra le famiglie italiane del cibo come vero patrimonio vivente” riprende Serri. Ad accompagnare i visitatori ci sarà poi la mostra Cooking Smile, realizzata con le opere di alcuni dei più noti cartoonist italiani.
Un’esperienza multisensoriale quella di Tipicità grazie all’area congressi, tra i momenti da non perdere quello del 7 alle 930 dedicato agli Stati Uniti, interverranno i giornalisti ‘americani’ Patrizio Cairoli e Iacopo Luzi, organizzato dall’Ordine dei giornalisti, al teatro delle esperienze, un open space dove degustare e ascoltare, l’Accademia coni suoi show cooking e l’innovativa sala Life.
“Questo siamo, un luogo – conclude Serri - che corre dalle Ande al Monte Fuji, che non si ferma al contesto nazionale ma, al contrario, va alla ricerca di localismi unici, li mette in dialogo tra loro e li apre ad una partecipazione internazionale ricca di sorprese”.
