
FERMO – E sono 34. Tipicità si apre con una bandiera nuova che sventola all’interno del Fermo Forum: la bandiera della Costa dei borghi fermani. Che viene consegnata nelle mani di Mauro Torresi, come capoluogo, ma poi condivisa con Pedaso, Porto San Giorgio, Campofilone, Porto Sant’Elpidio e Altidona.
È più facile capire chi manca, il governatore Francesco Acquaroli, che i presenti al taglio del nastro. Sono tanti gli amministratori, tanti gli imprenditori che arrivano da tutte le Marche. Tutti in fila dietro due corone, quelle di miss Italia e miss Marche.
“Inaugurare Tipicità è aprirsi ai territori, alle associazioni, è creare un legame tra tradizione e futuro. In una fase in cui tutti producono, creando realtà standard, far emergere quello che Fermo e le Marche hanno da offrire è determinante. Noi – sottolinea il sindaco Mauro Torresi - abbiamo la manualità che racconta storie. Ma Tipicità è anche cultura e socialità, è motore economico per la città”.
Il cibo come cultura, l’artigianato come biglietto verso il mondo. “Qui il convivere è parte dell’essere”. Ascolta soddisfatto il patron Angelo Serri, che si gode il festival diventato una piattaforma internazionale, come lo definisce la giornalista e madrina Monica Caradonna. “Tipicità - aggiunge Serri - non è una persona, è un sistema, è collaborazione, è un unicum in Italia. Noi abbiamo creduto e investito sulla rete, questo oggi ci permette di avere a Fermo delegazioni da Argentina, Marocco, Ucraina, Giappone e tante altre. Fermo si proietta nel mondo in questi tre giorni”.
Chi ha visto crescere Tipicità da sindaco, e oggi la osserva da assessore regionale, è Paolo Calcinaro: “Penso alle dieci edizioni da primo cittadino, al serpentone che abbiamo reso vivo e dinamico. Anni in cui si è creata la connessione con le altre parti della regione, poi con eccellenze italiane e infine con il mondo. Aver oggi tanti sindaci dalla provincia fermana e dalle altre, è bellissimo, sono la spina dorsale di Tipicità”.
Per il taglio del nastro sono arrivati anche il presidente nazionale di Confartigianato: “Un onore essere in questo luogo che valorizza il made in Italy. Qui non solo prodotti, ma l’esaltare il modo di fare impresa, basato su qualità e capacità di guardare al futuro. Quando parliamo di artigianato, è qualcosa che viene realizzato con peculiarità inimitabili, a cominciare dalla cura maniacale dei particolari”.
Con lui Gino Sabatini, presidente Camera delle Marche che conferma il supporto. “Noi siamo vicini agli imprenditori con i voucher per le fiere e l’internazionalizzazione”. Una voce dal mondo è quella dell’argentino Mario Brandizzi, un intervento in ‘itaniolo’: “Sono emozionato, dopo la firma dell’accordo con il Mercosur Tipicità è ancora più importante. Cresce l’alleanza a livello commerciale e industriale, oltre che culturale. Argentina e Italia sono sempre più vicine”.
Per la ministra del turismo, Daniela Santanché, parla Andrea Puztu. Per la regione anche il vicepresidente, Enrico Rossi, delegato da Acquaroli: “Questo festival con le sue traiettorie indigene ben si inserisce nel sistema di valorizzazione delle eccellenze regionali che stiamo promuovendo”.
E aggiunge la senatrice Elena Leonardi: “Da decenni Tipicità offre una vetrina alle Marche, porta fuori dai comuni il bello che sappiamo produrre. Si celebra il riconoscimento Unesco, su cui ha lavorato con forza anche il ministro Lollobrigida, un traguardo che permette alla cucina italiana di emergere ancora di più”.
Un festival che funziona e che regala tre giorni sereni e in sicurezza. anche grazie al vigile e discreto controllo del prefetto Edoardo D’Alascio: “Conoscere il territorio per noi è un plus. Ci siamo e supportiamo, per quelle che sono le nostre competenze Manifestazioni che elevano il territorio”.
È il momento di far partir il serpentone, di snodarsi tre le duecento realtà, di fermarsi per una foto, un assaggio, un altro taglio del nastro, da quello del maxi stand della Cna a quello della Confartigianato, per osservare e conoscere realtà uniche come quella di Casa da Sergio, dove non esistono diversità ma solo meraviglia. Che è quella che garantisce anche il biodistretto Picenum insieme con il consorzio dei maccheroncini di Campofilone.
Il festival prosegue domani e domenica in un susseguirsi di eventi, da non perdere quelli organizzati dalle tre università e dall’ordine dei giornalisti, in mezzo a tanto buon cibo.
Raffaele Vitali

















