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Tecnologia made in Marche in aiuto della moda: algoritmo per studiare i clienti e realtà aumentata. "Mercati? La Corea corre"

25 Febbraio 2021

di Raffaele Vitali

FERMO – Non facile il debutto di Francesca Orlandi, imprenditrice del settore conciario, alla guida dell’azienda speciale per la moda. Il braccio operativo della Camera di commercio delle Marche entra in azione nel momento di massima difficoltà per il settore fashion.

“La crisi ha portato un crollo delle esportazioni europee. Il dato marchigiano era già negativo. Ci sono 5500 aziende nel comparto per 37200 addetti. In un anno quelle attive sono diminuite del 3,6%. In questo periodo – spiega la Orlandi – è cambiato il commercio. Lo dico anche da imprenditrice che negli ultimi mesi ha dovuto imparare a interagire con i clienti senza fiere usando il bando b2b finanziato dalla Camera delle Marche e dalla Regione (3milioni di euro, ndr) che ci ha permesso di creare una piattaforma che è qualcosa in più di un semplice showroom virtuale, con live chat, pagamenti e visita del magazzino”.

Si entra così nel mondo in cui guida indiscussa è il professor Emanuele Frontoni. Docente di computer vision alla Politecnica e al centro dei principali progetti che potranno rivoluzionare il modo di agire delle imprese. Due gli strumenti principali mostrati da Frontoni ai tanti imprenditori collegati al webinar a cui hanno preso parte anche gli esperti dell’Ice.

“Supportiamo le aziende con sistemi automatici che vanno a caccia di trend geo localizzati. Non si viaggia, niente fiere, capire dove va la moda è più complicato. Come Politecnica, insieme con tre aziende, abbiamo scaricato centinaia di migliaia d’immagini da Instagram e attraverso algoritmi specifici cerchiamo di scoprire trend, colori e forme. Informazioni che vengono poi date ai designers. Perché – ribadisce Frontoni – la creatività umana vince, ma la aiutiamo”.

Un altro aiuto è quello legato alla realtà aumentata. E siccome ognuno dentro è un po’ San Tommaso, se non vede non crede, Frontoni inizia a muovere il suo cellulare e inquadrando il piede mostra una scarpa che cambia semplicemente cliccando un tasto. Scarpa che ruota con il suo piede e che quindi viene mostrata al cliente in ogni suo dettaglio. “E lo stesso posso fare con un cappello”. Due aiuti tecnologici che si sommano poi alla capacità di renderizzazione del prodotto, all’abilità del racconto digitale: “Chi è interessato può contattare la Politecnica, poi le imprese si occupano del lato commerciale”.

Gli imprenditori in questo anno pandemico sono stai bombardati di contenuti digitali. “Per questo – riprende Gino Sabatini, numero uno camerale – è fondamentale accompagnarli. Noi mettiamo a diposizione strumenti e nel limite le risorse. Ma serve una formazione continua”.

Del produttore e, come ricorda Kim Williams della Pantofola d’Oro, del cliente. “Noi stiamo usando un’applicazione che misura il piede, in modo da abbagliare il meno possibile. il problema del reso, altrimenti, comincia a diventare importante per l’azienda”. Una questione che riguarda soprattutto il mondo calzaturiero, dove il desiderio di provare è dominante. “Gli studi dimostrano che chi ordina preferisce rimandare indietro piuttosto che perdere tempo ad approfondire” riprende Frontoni.

Le sfide sono enormi per il mondo del fashion rimasto senza fiere fisiche. “Ma – riprendono Sabatini e Orlandi – valuteremo possibilità in zone del mondo utili ai nostri imprenditori, anche fuori dai normali periodi fieristici”. Ad esempio si sta valutando la Turchia, dopo l’esperienza felice dell’anno scorso.

Le parole degli imprenditori vogliono essere fiduciose, anche di fronte a un -50% ricordato da Maurilio Vecchi, uno dei simboli del distretto del cappello. “Abbiamo preparato il sito, lo abbiamo riempito di immagini e contenuti, abbiamo strutturato la nostra presenza digital e gli ordini sono arrivati”.

E così la Pantofola d’Oro: “Anche se è chiaro che una scarpa sportiva p quanto di più personale che si possa avere. Cambia la scarpa in base al piede, l’applicazione ci aiuta ma ad esempio oggi sono a Milano, perché nel possibile i clienti li dobbiamo incontrare. E poi, inutile negarlo, se non accelerano le vaccinazioni è difficile immaginare una vera ripartenza dei mercati”.

Tra i tanti sevizi che l’Ice garantisce, inclusi accordi con Amazon, WeChat e i principali social e piattaforme mondiali (basta consultare il sito dell’agenzia) c’è quello dell’analisi dei mercati. Basta chiamarli, contattarli. Un consiglio però arriva: “In Corea vale la pena di investire, riconosce il prodotto di qualità. Capacità di spendere è alta e forte la propensione di acquisto di prodotti italiani tramite il digitale”.

Quello che le aziende ormai hanno capito è che il cliente cerca sempre più la sostenibilità. Insomma, il bello e di qualità che è anche ‘buono’. Questo lo ha compreso in anticipo la Conceria Nuvolari di Sara Santori: “Abbiamo abbinato idee e innovazione, usando al meglio le risorse”.

Idee che non si devono fermare e così, magari, si arriverà alla richiesta di Valentino Fenni, presidente dei calzaturieri di Confindustria Centro Adriatico: “La pandemia ci ha colpito. Magazzini pieni e vendite bloccate. Venticinque aziende del distretto hanno puntato sugli showroom virtuali grazie al bando camerale. Buona prova, ma dobbiamo proseguire sulla formazione nostra e del cliente. Oggi la realtà virtuale non è un futuro lontano, per mio figlio è già il presente e io ho solo 50 anni. Pensiamo anche a un Marketplace per il territorio, che leghi tutta la filiera della moda. Il digital che abbiamo oggi è una freccia in più al nostro arco, ma inutile negare che il rapporto umano fa ancora la differenza”.

E proprio per questo Camera di commercio e Azienda speciale, questo sì con l’Ice, non abbandonano il mondo fisico che vivrà però di tre modalità: ibrido, virtuale e in presenza. “Partecipare a una fiera digitale richiede un approccio diverso, non basta la presentazione del prodotto. Conta il marketing, il come si presenta, i materiali usati. Servono immagini fatte bene e definite, testi accattivanti, uscendo dalle canoniche presentazioni, più racconto del prodotto e della storia aziendale, video di livello” è il consiglio finale che Alessandro Greco, dell’Ice, lascia agli imprenditori.

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