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Tambone e Bucarelli danno spettacolo: Pesaro batte Brindisi e si prende anche la differenza canestri

30 Gennaio 2026

PESARO - Quando a 40 secondi dalla fine Andrea Cinciarini si  libera e tira da tre punti, la beffa sembra dietro  l’angolo. Ma il ferro dice no all’ex capitano, fischiato ad ogni azione. Non è il suo giorno, è quello di Tambone, recuperato miracolosamente dallo staff medico e pronto a decidere il match con un ottimo quarto periodo, dopo aver evitato di forzare nei minuti precedenti.

Pesaro controlla la partita fin dai  primi minuti, ma Brindisi  ha giocato un po’ al gatto con il topo e ogni volta è rientrata, mettendo anche il naso avanti in più occasioni. Ma mai nulla che facesse pensare che la squadra di coach Bucchi potesse prendere lo scalpo della capolista.

Il finale, reso emozionante dalle triple di Francis, il piccolo funambolo dei pugliesi, è servito solo a confermare che l’asse Bucarelli- Tambone non ce l’ha nessuno in A2. Neppure la corazzata pugliese che ha commesso un errore tecnico, dimenticando che poteva essere dominate sottocanestro. In questo, Bucchi commette il suo errore dimenticandosi Mabor Dut, il lungo che ha più limitato Miniotas.

Pesaro vince e si prende anche la differenza canestri, all’andata aveva perso di 4, grazie alla lucidità di Bucarelli dalla lunetta (15/15) e all’inutile fallo di Miani, che ha usato le maniere forti una volta di troppo a cinque secondi dalla fine (90-82 il finale).

LA PARTITA

Primo quarto da alta classifica. In particolare i primi 5 minuti sono di quelli che fanno bene al basket e giustamente si gioca davanti alle telecamere di Rai Sport. Pesaro e Brindisi onorano la classifica. La VL sembra avere qualcosa in più, soprattutto perché Brindisi perde qualche pallone di troppo. Ma ogni volta che i biancorossi prendono il largo (9-2; 17-10), la squadra di Andrea Cinciarini, l’ex fischiatissimo, rientra grazie alle giocate di Copeland e al lavoro fisico di Esposito.

È concentrato e più prolifico del solito capitan Bucarelli, trotterella e si scalda Tambone, che prima di  provare le sue giocate vuole testare la schiena. Fatica un po’ Miniotas, ma se lo aspettava anche Leka, vista la fisicità dei lunghi di  Brindisi, da Vildera a Mabor. E se fatica, poi il lungo commette errori banali, come il blocco in movimento con Bertini già proiettato al ferro avversario. Si chiudono così dieci minuti brillanti con Brindisi che per un attimo mette il naso avanti, ma alla fine chiude il quarto meno tre (24-21).

Inevitabile che la qualità degli attacchi scenda e infatti nei primi cinque minuti del secondo quarto, il tabellone dice 5 a 5. Diventa un fattore Mabor Dut, il lunghissimo pivot che dà il cambio a uno spento Vildera. Con lui in campo, Miniotas non riesce ad arrivare al ferro e sbaglia alcuni appoggi facili, oltre a rimediare una stoppata. Ci pensano però Virginio e Bertini, una tripla dall’angolo lo sblocca, a tenere i pugliesi, sospinti da un centinaio di tifosi, a distanza (34-31).

Partita molto fisica, Brindisi è brava a tenere i biancorossi lontani dall’area, ma alla fine la tecnica dei giocatori di Leka prende il sopravvento. Nonostante i due time out di Bucchi nel giro di un minuto, la squadra di Cinciarini non riesce a superare le braccia lunghe di Fainke, che in attacco non sa cosa fare ma in difesa si muove sempre meglio.

Il terzo quarto inizia con il turbo per Pesaro, che finalmente mette in partita Miniotas: un pick& roll con Bucarelli e un appoggio facile dopo un assist perfetto di Maretto. Brindisi spara a salve, Tambone si scalda e dopo due minuti la VL scappa davvero (48-37). L’assist dà fiducia a Maretto che si sblocca anche al tiro. E quando l’argentino stringe i pugni, si gasa anche il pubblico.

Bucchi capisce che ha bisogno di energia e affida l’area pitturata a Miani: colpi al limite, blocchi in movimento, trash talking e perfino una tripla che ricuce il tentativo di fuga di Tambone e company. Poco male, la VL come Penelope ogni volta che si fa riprendere, poi torna produrre bel basket.

È evidente che Brindisi può restare i partita solo se gli arbitri consentono il gioco fisico, a livello tecnico Pesaro è superiore. E anche giocando sporco, per gli uomini di Bucchi resta complicato fermare Bucarelli, attratto come non mai dal ferro. se è la ‘garra’ che gli ospiti cercano, hanno sbagliato posto: il pubblico (record stagionale con 4450) diventa il vero sesto uomo, i giocatori si ricaricano e in un amen Tambone, che ha finalmente scaldato la schiena, guida il break (66-51).

È qui che si spegne di nuovo la luce in casa Victoria Libertas, complici anche alcune scelte, dal regalare i due punti di fine quarto con l’ingresso di mezza panchina, alle giocate poco lucide di Trucchetti che generano facili contropiedi per Brindisi. Nel momento più difficile (Brindisi di nuovo a -7), quando  la palla si fa pesante, Pesaro trova la tripla chiave, la seconda del match, di Lorenzo Bucarelli. Che però poi battezza Cinciarini, che da esperto play non disdegna la sfida e segna a sua volta.

Prima contro seconda, ogni azione conferma quello che il campionato fino a oggi ha raccontato: Tambone è il vero americano della VL, due contropiedi consecutivi sembrano chiudere il match (77-62 al 35), almeno fino a quando non si troverà un sostituto di Felder, oggi in panchina e pronto a transare il contratto.

Si chiude così il, big match, che diventa anche il degno saluto della società biancorossa a Pierpaolo Rivalta, storico corrispondete del Tg Rai Marche, che da decenni racconta l VL e che ora, con la meritata pensione, se la godrà da tifoso con tanto di canotta ufficiale con il suo nome autografata da tutti i giocatori.

r.vit.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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