
PORTO SAN GIORGIO – Sconfitta e ferita, peggio il sabato della Yuasa Battery non poteva finire: Monza passa 3-0 al PalaSavelili contro una squadra priva di Petkov e dopo un set anche dell’iraniano Golzadeh che spaventa tutti quando resta a terra dopo uno scontro fortuito con un compagno.
Se c’è una parola che identifica il primo set tra Yuasa Battery e Vero Volley Monza è impotenza. Quella mostrata dai grottesi fin dalla prima alzata.
Non c’è fondamentale in cui i giocatori di Massimiliano Ortenzi abbiano dato l’impressione di poter essere superiori. Male al servizio, tolto un ace di Golzadeh; male in attacco, con i lungolinea dimenticati e i centrali fuori tempo; male la difesa, a partire dalla ricezione con la fotografia finale dell’ace di Beretta davanti agli occhi di Marchisio. Male, ma sarebbe meglio dire inesistente, il muro. Ma soprattutto, non c’è mai l’impressione che la squadra possa reagire, manca purtroppo il leader in campo e tutta la stagione lo ha confermato.
A questo si aggiunge il PalaSavelli, vuoto e poco coinvolto, con gli Skapigliati che per evitare di fischiare, preferiscono tamburellare e cercare qualche coro. Ma ci vuole tanta passione per farlo mentre il set si chiude sul 20-25.
In questa disgraziata stagione, c’è anche la barella che deve entrare, sul 4-5, perché mentre si trovava a terra Golzadeh viene colpito involontariamente, ma con forza, alla testa dal ginocchio di Falaschi. S’accascia e sembra perdere per un attimo i sensi. Lunghi minuti di apprensione, poi muove finalmente un braccio e di peso viene caricato sulla barella dal personale della Croce Azzurra portato negli spogliatoi e poi al pronto soccorso per accertamenti.
E così si riparte. Ci prova lo speaker a stimolare il pubblico, ma la risposta è inferiore alle attese, tanto che dentro il palazzo a sentirsi sono i cori dei dieci tifosi arrivati da Monza. ci prova la Yuasa Battery a restare nel match, trovando anche un paio di buone giocate di Pelacani. Mentre in partita non riescono a entrare Stankovic, anche perché le poche alzate che riceve sono mediamente basse, e Magalini che ha il mirino tarato sulle mani del muro di Monza.
Un muro che diventa una muraglia, azione dopo azione. il 16-19 è una seconda fotografia del match, perché la Yuasa attacca tre volte e tre volte subisce il muro, in tre posizioni diverse. Il che significa lentezza e scarsa lettura del gioco. Poi arriva il lampo di Tatarov, forse il migliore dei suoi in questa domenica segnata dall’infortunio di Golzadeh. Non basta, anche il secondo set scivola via sul 18-25.
Il terzo set è utile per le statistiche (19-25). Monza controlla dai primi attacchi e la partita scivola via come al solito, con i pochi spettatori che escono dal PalaSavelli come se fossero a teatro.
La speranza ora è che per il 22 febbraio, ultima partita di Superlega a Porto San Giorgio, i tifosi si ritrovino e regalino un ultimo applauso a chi ha fatto sognare per due anni tra i grandi del volley il piccolo paesino.
Raffaele Vitali
