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Steat, l'azienda modello vuole crescere: "La nostra cittadella a Santa Lucia". La scuola? "Il problema non è il trasporto, anche se i privati..."

5 Gennaio 2021

di Raffaele Vitali

FERMO – “Forti, solidi, con un patrimonio e una maggior capacità tecnica”. Un anno intenso per la Steat. Non solo per il Covid. Il presidente Fabiano Alessandrini (in carica fino al 2022, ndr) tira le somme affiancato dalla Provincia di Fermo, con la presidente Moira Canigola (84% delle quote), dal comune capoluogo, Paolo Calcinaro, che ha invece il 9%.

“Si parla di trasporto pubblico come dell’anello debole per la ripartenza della scuola, ma al tavolo di lavoro con i prefetti, dove ci sono tanti attori, chi ha messo sul tavolo interventi sono le aziende del Tpl” esordisce Alessandrini toccando poi tre tematiche. Una contingente, due di prospettiva legate alla patrimonializzazione dell’azienda e al suo sviluppo interno. “Chiudiamo l’anno con un bilancio positivo, nonostante tutto grazie all’attenta gestione, per cui dico anche grazie al nostro consiglio di amministrazione, capace e coraggioso”.

TPL E COVID

Riorganizzata l’azienda, messo in sicurezza il personale e poi tutti i viaggiatori. Un percorso faticoso e oneroso, circa 350mila euro l’impatto di questi mesi solo per pulizie (da 80 a 250mila euro) e Dpi. “Siamo state tra le prime ad agire. Immediate le sanificazioni dei siti aziendali e dei mezzi con le tecnologie disponibili” sottolinea Alessandrini. “Abbiamo consegnato il kit ai dipendenti con mascherine e detergenti, riuscendo a ottenere un grosso quantitativo dall’Olanda grazie ai buoni rapporti con altre imprese”. Isolata la cabina del conducente, prima con le catenelle e la chiusura della porta anteriore, poi con l’inserimento di pannelli in policarbonato. “Non abbiamo avuto cassi di contagio, solo uno per contagio domestico”. Sul distanziamento a bordo buona l’organizzazione e abbiamo stipulato anche una polizza a favore dei dipendenti.

“Abbiamo inserito 20 steward con il compito di controllare distanziamenti e numeri non sono mancati i casi di chi si è rifiutato di indossare la mascherina e immediata è scattata la chiamata alle forze dell’ordine”.

STEAT E SCUOLA

Sulla scuola hanno fatto il possibile: “Taglio del 20% e ci siamo organizzati, poi 50% e via, ma non è cambiato nulla per gli orari di ingresso e di uscita. Quindi noi ci siamo adeguati, altri non mi sembra. Smentiamo che il problema della ripresa delle elezioni sia il Tpl. Se c’è lo scaglionamento, nessuno avrà problemi ad arrivare a scuola. In tutti questi mesi solo due casi di studenti sugli autobus positivi e nessuna ripercussione, a riprova che i controlli sono efficaci”.

Il quadro è semplice: con il 50% di lezione bastano i mezzi interni. Con il 75% a scuola eil  50% di presenza sugli autobus, anche usando i privati non possiamo portare tutti. Con lo scaglionamento di orario, invece, tutti possono arrivare a scuola. “Ed è una soluzione prevista dal Dpcm, ma le scuole dicono no. Il documento del Prefetto uscito dal tavolo parla dello scaglionamento, noi siamo pronti, le scuole no”.

IL PRIVATO DICE NO

La Steat ha trovato anche accordi con le aziende private, dopo un avviso pubblico della Regione: “La risposta è stata di nove pullman, quando ne servivano almeno 30 di mezzi. Nel Fermano tra i privati ci sono due mezzi con dotazioni per disabili, quindi non chiediamo (è l’appello alla politica, ndr) cose che non si conoscono”.

Eppure le associazioni di categoria sostengono che i privati sarebbero pronti a rispondere alla chiamata. “Due problemi, mezzi non sufficienti e soldi. I privati hanno bisogno di fare almeno 100chilometri di tratta per reggere corrispettivi per loro troppo bassi. Alla fine non rispondono agli avvisi, perché li ritengono non convenienti. Quello che ha portato a nove adesione è stato il secondo bando, nato dopo un aumento del rimborso”.

SANTA LUCIA

Da anni nei bilanci si parlava di questa acquisizione per un’azienda che dal 2008 non vive aumenti di capitale. Da dieci anni l’azienda non chiede soldi ai soci e si muove con le proprie forze. “Da quel 2008, di fronte a una possibile chiusura, molto è cambiato. Ero arrivato quasi come ‘liquidatore’ e invece ora si è strutturata e solidificata con bilanci positivi. Al tempo la provincia si impegnò a differenza dei sindaci, uno dei quali bloccò tutti gli altri tranne Monte Urano e Sant’Elpidio a Mare che ricapitolarizzarono. Tutti gli altri comuni non versano quote da 20 anni”.

L’area di Santa Lucia è stato un grande investimento. “Pensavamo a un altro tipo di costo, purtroppo non tutto è andato così. Ma per noi era la scelta giusta comunque, come dimostrato da tecnici, revisori dei conti e Cda”. Un nuovo deposito sarebbe costato almeno 3 milioni di euro. “Se ci allontanassimo dal capolinea, il terminal di Fermo, nell’arco di sei chilometri spenderemmo 250mila euro in più all’anno tra carburante e tempo di personale”.

Per l’operazione la Steat si è autofinanziata: “Nota di soddisfazione personale per la fiducia delle banche verso un’azienda pubblica. Peccato – la stoccata - esser dovuti andare fuori provincia per avere il credito”. Un deposito di proprietà è strategico anche in vista delle gare di gestione. “Grazie al Cda per aver retto emotivamente e moralmente in una fase complessa, di grandi pressioni”.

Si parte subito con il recupero dell’agibilità del capannone noleggio, bloccato da una frana: un lavoro finanziato e appaltato. “Stiamo ragionando sulla stazione e la palazzina direzione per approfittare del sisma bonus, 80%. Un consulente ci sta lavorando. Noi vogliamo ristrutturarli per trasferirci questi uffici dove paghiamo l’affitto. Nel pano terra dell’ex stazione immaginiamo un piccolo auditorium, una sala pubblica, per le riunioni del personale ma anche a disposizione del pubblico per riunioni e convegni”.

RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE

Nuovi vertici, con due direttori al posto di quello unico che era Pino Rutolini, destinato alla pensione nel giro di poche settimane. “Unna scelta per il futuro con costi inferiori rispetto a quelli sopportati fino adesso. Il responsabile del deposito officina è andato in pensione e andava sostituito. Due figure importanti con un cambio che porterà aa un risparmio di 30mila euro”.

Ma la scelta non è per i costi. “Dal 2023 non saranno più finanziati autobus a gasolio, l’elettrificazione del Tpl è una necessità. Rimarrà una parte a metano. L’elettrico è una tecnologia nuova, per noi in particolare: per questo abbiamo puntato su un ingegnere qualificato. Concorsi severi i nostri? Non possiamo sbagliare figure. Da qui la decisione di scindere le figure del direttore generale - d’esercizio da quella del direttore di officina, che tra l’altro seguiranno anche le gare per gli acquisti degli autobus che oggi invece affidiamo esternamente con costi”.

I due prescelti sono l’avvocato Mario Pollicelli, nuovo direttore di esercizio che arriva dal Contram e l’ingegner Alessandro Flori come direttore tecnico dal Conero Bus. La commissione esaminatrice era formata dal top sul mercato con presidente Marcello Panettoni, che ha guidato l’Asstra nazionale. “Pollicelli è già in servizio, in modo da affiancare il direttore Rutolini, mentre Flori arriverà il primo aprile”.

LA POLITICA

Per la Canigola, socia di maggioranza, “la Steat merita solo un grazie. Un’azienda solida con competenze interne molto valide. Un anno caratterizzato da tante azioni, ma non ha parlato di quanto ha dato in termini di disponibilità a livello di consulenza a ogni comune per i suoi trasporti e al tavolo con il prefetto per la scuola. Unico settore che ha messo sul tavolo risorse e possibili soluzioni per garantire il 75% in presenza. La Steat dimostra che esistono aziende pubbliche in attivo, risorse per la comunità”.

Il sindaco Calcinaro punta sulla capacità delle persone che vivono la Steat: “Immaginare l’azienda senza Rutolini non sarà facile, ma il percorso intrapreso fa bene sperare. Sapere che il Bilancio si chiude in positivo è davvero encomiabile. Spero di non rivedere più i pullman vuoti girare, significherebbe il ritorno alla normalità”.

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