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Sole e caldo, la gente esce. Leggete i numeri del Fermano e cambiate idea: 322 in isolamento e 36 positivi

15 Marzo 2020

FERMO – C’è il sole, fa caldo, ma bisogna stare a casa. Se non fosse chiaro il messaggio in bonis, arrivano i duri e crudeli numeri: i casi crescono, sia a livello di positivi sia in isolamento domiciliare. E non solo nel pesarese (46 morti nelle Marche dall'inizio dell'emergenza).

Il fermano, purtroppo, sta pian piano raggiungendo l’atteso picco, previsto nel corso della prossima settimana. Il bollettino che puntuale arriva alle 12 dal Gores lo certifica: 36 casi positivi (ieri 22) made in Fermano al Murri (che resterà ospedale completo dei suoi servizi). A questi si aggiungono 322 persone in isolamento domiciliare, di cui 289 asintomatiche e 33 sintomatiche. Crescono gli operatori sanitari, che diventano 31. I posti letto cominciano pian piano a riempirsi, sono 6 i pazienti in terapia intensiva e 60 tra malattie infettive e reparto di Medicina ‘sporco’.  

A questo si aggiungono i dati regionali, dove i positivi in totale sono 1133, su un totale di 2946 tamponi effettuati. A Pesaro sono 712, ad Ancona 267, a Macerata 94, ad Ascoli, rimasta a lungo intonsa, già 14. In totale invece sono 3458 le persone in isolamento di cui 392 operatori sanitari, di cui 155 ad Ancona.

La gente però sembra non percepire il problema. Tanti in fila fuori dai supermercati, come da abitudine domenicale. Al Sì con Te, per garantire ancora di più la sicurezza, si sono organizzati con il numerino da prendere all’esterno in modo da evitare anche la coda esterna. E così in altri negozi di generi alimentari.

I cani sono la salvezza di tanti, ma c’è anche chi passeggia, perfino in coppia, e che alla domanda ‘dove sta andando’ dice in farmacia, anche se per arrivarci ha scelto la strada più lunga, provando così ad aggirare il divieto. “Il picco sta arrivando, bisogna stare a casa” ribadiscono tanti sindaci. E se non fosse chiaro il perché, magari le foto dei volontari delle Croci e del personale di Terapia Intensiva de Murri che spopolano sui social, tutti mascherati e al lavoro senza sosta dovrebbe convincere: proteggetevi stando a casa, noi ci proteggiamo al lavoro.

Loro non possono stare a casa, devono aiutare le persone anche a costo di prenderselo il Coronaviurs e ritrovarsi così in quarantena, come accaduto a Medicina, a qualche medico di base e ai volontari di diverse Croci, per aver fatto il proprio lavoro, assistendo magari chi lo prende perché non riesce a rinunciare a una passeggiata. Ben vengano applausi e canzoni per farli sentire meno soli, ma il primo aiuto è solo uno: #iostoacasa

r.vit.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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