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Sitting Volley, lo sport che abbatte ogni barriera: Fermo modello nazionale

27 Dicembre 2019

FERMO – La Scuola Pallavolo Fermana è la regista di un evento sportivo che riunisce i migliori giocatori del Sitting Volley, un’attività che va oltre lo sport ed entra nel sociale. “Il 2019 è finito, siamo già proiettati nel 2020. Qui ci muoviamo per il territorio. Noi vogliamo competizione e promozione. Alberghi e ristoranti saranno protagonisti quanto i giocatori”. Non manca l’ospite straniero, la squadra slovena di Nova Gorica. “Ma il 4 e 5 gennaio c’è un plus in più: il lato sociale dello sport” sottolinea l’assessore Albero Maria Scarfini.

Remo e Lorenzo Giacobbi sono i due volti di una disciplina che si sta affermando in ogni angolo del mondo. Dodici squadre si ritrovano alla palestra comunale di via Leti per il ‘Torneo della Befana’. Er riuscire, però, serve un vero gioco di squadra sotto il cappello del Coni. Palla a Luca Savoiardi, presidente del Comitato Italiano Paralimpico Marche: “C’è una società, ma soprattutto c’è una amministrazione comunale che punta su questa attività. Poi ci sono gli sponsor, che non vanno mai dimenticati quando si avvicinano a discipline che coinvolgo abili e diversamente abili”.

Il sitting volley fino a qualche anno fa era praticata solo da un paio di realtà. “Per questo la Scuola di pallavolo fermana ci ha investito. Non è un caso che ci sono atleti in nazionale dopo essere partiti da Fermo. Una disciplina inclusiva in cui tuti devono stare seduti, c’è l’annullo delle caratteristiche fisiche e ogni persona vive solo delle proprie capacità”. Piace al comitato paralimpico il sitting volley, soprattutto a livello scolastico: “La persona con disabilità in questo modo viene inclusa subito, e non esonerata, dall’attività sportiva bisogna dare spazio a una disciplina che porta solo gioia”.

Il cappello del Coni lo mette Vincenzo Garino: “Siamo la casa di tutte le specialità sportive, sia che puntino alle Olimpiadi, sia che promuovano l’attività motoria in generale. È ricco il programma sportivo regionale. Uno dei bilanci positivi per i comuni è lo sport abbinato a turismo e attività giovanile. Il sitting volley è nato a Fermo e ogni anno cresce per la sua valenza non solo sportiva, ma di inclusione. Più squadre significa più persone interessate a questo sport, inclusi gli sponsor”. Ma Garino non si ferma qui: “Dobbiamo sempre ricordare che un euro investito nello sport sono tre euro risparmiati a livello di sistema sanitario. Noi spendiamol’1,5% del Pil in attività sportiva, contro una media del 6 a livello europeo”. Nuove sfide per il Coni, con Savelli che lascia il ruolo di amministratore unico. la nuova legge è in fase di discussione ed entrerà in vigore a fine febbraio. “Non dimentichiamo mai che lo sport italiano è fatto quasi tutto da volontari. Non siamo la Francia, da noi viviamo grazie al ruolo del no-profit e in questo modo siamo tra le prime dieci nazioni al mondo per risultati”.

Stefania Scatasta presidente del Rotary di Fermo e Marcello Luciani con Anmil son due partner fondamentali: “Noi siamo al fianco della scuola di pallavolo, una forma di ancoraggio valoriale. E parlando da preside vi ringrazio per il lavoro che fate nelle scuole. Da sempre Fermo ha una lungimiranza inclusiva, dobbiamo quindi continuare implementarla” aggiunge la Scatasta. L’Anmil conta 600mila associati: “Due anni fa abbiamo incontrato i Giacobbi. Un rapporto cresciuto. L’idea di aprire a tutti la giornata del sabato, per far provare il sitting volley è importantissima. Abbiamo invitato tutti i nostri associati. Provare fa capire quanto sia importante stare vicino a chi ha dei problemi, imparando a vedere chi ha un handicap semplicemente una persona. Non siamo normo dotati, ma in realtà noi sappiamo di essere normo dotati”.

La due giorni sarà, intensa: “Abbiamo investito tanto nel sitting volley e nella pallavolo giovanile. Ci ha appassionato e ha colpito anche tanti sponsor. Per noi è il secondo torneo internazionale: 12 squadre, contro le sei di un anno fa. In tanti chiedono di partecipare. C’è fame di sitting volley e le squadre hanno voglia di giocare e allenarsi”.

Saranno 150 gli atleti a Fermo per sette regioni rappresentate. Dopo l’open day le prime gare il 4 pomeriggio. Alle 22 tutti in piazza. Domenica tutti in campo con le premiazioni nel  tardo pomeriggio. “Novità è la parateqvoly creata dagli ungheresi, con un tavolo da ping pong e due squadre di tre giocatori”.

Che Fermo sia un riferimento lo dimostrano anche i tre fermani in Nazionale: “Per questo ci sarà un incontro tra tecnici per crescere” aggiunge Iacopo Malamini spiegando il torneo: “Giocheranno almeno due ragazze per squadra, oltre a due atleti diversamente abili. Si gioca sei contro sei ed è vero che le abilità vengono equiparate. Un anno fa l’Ungheria, quest’anno la Slovenia, significa che l’appuntamento fermano funziona ed è ben organizzato. Piace l’open day, entusiasma la visita in piazza, fermo sa offrirsi in tutta la sua bellezza”. Non resta che entrare in via Leti il 4 e 5 gennaio dove saranno allestiti tre campi, più un quarto per il Parateqvolley.

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