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Silvia Marziali, una vita tra fischietto e divisa: studio e passione sul parquet dell'unica donna in serie A

26 Febbraio 2026

PORTO SAN GIORGIO - Dalla prima gara diretta quasi per gioco al liceo fino ai palcoscenici della Serie A. La storia di Silvia Marziali è il racconto di una passione costruita giorno dopo giorno, tra studio, sacrificio e una determinazione che l’ha portata a diventare l’unica donna ad arbitrare stabilmente in Lega Basket Serie A.

Nata il 31 gennaio 1988 a Edolo, in provincia di Brescia, e cresciuta a Porto San Giorgio, Marziali ha intrecciato fin da giovane due percorsi solo apparentemente lontani: quello sportivo e quello accademico. Laureata in Medicina, oggi è ufficiale medico dell’Aeronautica Militare. Una doppia carriera che richiede organizzazione, lucidità e una forte capacità decisionale. “Quando si indossa un ruolo e si prendono decisioni – racconta – si avverte il peso della responsabilità”. Una frase che vale tanto sul parquet quanto in ambito sanitario.

L’esordio con il fischietto risale al 2006. Da lì una crescita costante: le categorie giovanili, i campionati maschili, la Serie B, l’approdo in A2 nel 2018 e poi, dal 2021, la presenza stabile nel massimo campionato. Un percorso costruito passo dopo passo, senza scorciatoie. Nel frattempo anche le esperienze internazionali con la FIBA, tra Eurocup Women e competizioni giovanili, fino alla prospettiva dei Mondiali femminili.

L’arbitra, uni in Lba, si è raccontata al quotidiano la Tribuna di Treviso: “La prima volta al Palaverde in A2 fu emozionante”. Momenti che segnano, ma che non cambiano l’approccio: preparazione meticolosa, studio delle squadre, attenzione ai dettagli. Perché, come sottolinea, l’arbitraggio non è solo applicazione del regolamento, ma capacità di leggere la partita, interpretarne il ritmo, mantenere equilibrio e credibilità.

Essere donna in un ambiente ancora prevalentemente maschile non è per lei una bandiera da sventolare, ma un dato di fatto da affrontare con professionalità. “In generale le donne arbitro e anche allenatrici sono poche ad ogni livello”, osserva. La risposta, però, non sta nella rivendicazione, bensì nella competenza. “Disciplina e sacrificio contano più di tutto. La preparazione non si improvvisa”.

Nel suo palmarès figurano riconoscimenti prestigiosi: la Stella d’Oro del CONI, il Premio Reverberi – l’Oscar del Basket – e il titolo di miglior direttore di gara LBA nelle ultime stagioni. Premi che considera stimoli a fare meglio. “Sono uno sprone a lavorare ancora di più, a crescere, a migliorare”.

Arbitrare, curare, servire il Paese in divisa: tre dimensioni unite da un filo comune, quello del senso del dovere. “In tutti e tre i casi esiste una responsabilità personale che non si interrompe quando finisce il servizio. Fuori dal campo come fuori dall’ospedale, la preparazione e la lucidità restano”.

Una vita sul parquet, ma anche una vita dedicata allo studio: Silvia Marziali rappresenta un esempio di come talento e dedizione possano abbattere barriere senza proclami, semplicemente attraverso il lavoro quotidiano.

r.vit.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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