
di Chiara Fermani
FERMO — Tra più di mille proposte arrivate da tutta Italia, il nome dei XGIOVE è tornato a emergere. La band marchigiana è stata infatti selezionata per le audizioni live di Musicultura 2026, in programma al Teatro Lauro Rossi di Macerata, uno dei passaggi più importanti del festival dedicato alla canzone d’autore contemporanea.
Non è soltanto una selezione, è un ritorno che ha il sapore del cerchio che si chiude e, allo stesso tempo, di una nuova partenza. Dieci anni dopo la prima partecipazione, i XGIOVE ritrovano il palco maceratese con una maturità artistica diversa, più consapevole, più urgente.
Musicultura, da oltre trent’anni, è una delle fucine più autorevoli della nuova musica italiana. Il festival marchigiano ha costruito la propria reputazione proprio su questo: scovare tra centinaia e centinaia di proposte quelle voci capaci di trasformare la canzone in racconto del presente. Entrare nella rosa dei selezionati, dopo una scrematura che parte da oltre mille candidature, significa quindi conquistare un posto in uno dei percorsi più qualificati per chi scrive e suona musica originale in Italia. Ed è con questo spirito che i XGIOVE arrivano alle audizioni: portando sul palco due brani completamente inediti, che il pubblico ascolterà per la prima volta proprio a Macerata.
Il primo si intitola “Ora che scende la notte”, ed è il cuore emotivo di questa nuova fase della band. Un brano viscerale, attraversato da immagini dure — fango, grida, sirene — ma guidato da una melodia che non smette di cercare la luce. Mentre il mondo sembra crollare, l’unico appiglio diventa il pensiero degli occhi di chi si ama. È lì che la paura si dissolve e l’odio perde la sua forza. Il tutto sostenuto da un tappeto sonoro fatto di strumenti acustici e loop percussivi ispirati alle ritmiche mediorientali, come eco di un mondo ferito ma ancora capace di resistere.
A questa tensione emotiva risponde “Troppe storie”, brano nato dalla collaborazione con Finaz della Bandabardò. Qui il racconto si sposta tra le polveri delle zone industriali e i sacrifici quotidiani, dentro un tempo saturo di parole e di simboli vuoti, “bandiere senza vento”, come suggerisce il testo. In mezzo a un rumore costante di narrazioni e divisioni, la vera sfida diventa riuscire a scrivere la propria storia.
«Essere selezionati tra oltre mille proposte è già una grande soddisfazione», racconta la band. «Musicultura è un festival fondamentale per la canzone d’autore. La prima volta è stata nel 2016: i tempi sono cambiati, noi siamo cambiati. Oggi saliamo su quel palco con un’esperienza diversa e una consapevolezza nuova».
Un percorso che negli anni ha portato i XGIOVE a calcare palchi importanti senza perdere il senso più autentico del live: la condivisione. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato quello imponente di Piazza del Plebiscito a Napoli, lo scorso settembre, durante l’evento commemorativo dedicato a Pino Daniele, dove la band ha presentato il brano “Non me la sento” davanti a una platea vastissima.
Ora la strada riporta a Macerata. Proprio lì dove la canzone torna a essere ascolto, ricerca e scoperta. E dove i XGIOVE porteranno la loro idea di folk-rock: una musica che non smette di interrogare il presente e che continua, ostinatamente, a cercare la propria strada.
