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Scrittura manuale, Fermo guida il rilancio. Nofri: mille firme per il riconoscimento Unesco della calligrafia. E si muove il Ministero

16 Gennaio 2026

FERMO - “Un’occasione anche per smentire un pericoloso e un po’ rassegnato atteggiamento sociale che ho definito ineluttabilismo, l’idea cioè che poco o nulla ormai si possa fare per contrastare i danni collaterali da iper-sviluppo tecnologico. Non siamo affatto impotenti di fronte ad esso e al suo nuovo Golem, l’Intelligenza artificiale”. Carlo Nofri, presidente dell’osservatorio Ossmed e linguista, introduce così la notizia che in solo quattro settimane sono state raccolte mille firme per sottoporre la richiesta all’Unesco di riconoscere la scrittura manuale come bene immateriale dell’umanità.

A dare forza al piano nato nella piccola Fermo, ma con respiro nazionale, è stata anche la decisione ministeriale che nei nuovi programmi della scuola primaria “rilancia esplicitamente l’apprendimento della calligrafia” aggiunge.

E questo perché secondo il Ministero “nelle scuole del primo ciclo di istruzione la scrittura è fondamentale e va curata con particolare attenzione, a partire dall’apprendimento della scrittura a mano con riferimento al corsivo e alla calligrafia, perché agevola lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale,

allontana i bambini dagli schermi e permette di tutelare gli spazi vitali dell’esperienza concreta, ingrediente necessario per affinare pensiero e ragionamento”.

L’azione partita da Fermo, con la raccolta firme, segue l’allarme lanciato nel 2023 dall’Unesco che si era interrogato sui vantaggi, ma anche gli svantaggi, di una iper-tecnologizzazione dell’istruzione che non sembra garantire con certezza un miglioramento dei risultati d’apprendimento.

“per il nostro cervello impugnare una penna e compiere quei gesti coordinati per fissare i pensieri su carta attraverso la scrittura non sarebbe affatto equivalente a digitare lettere su una tastiera” ricorda Nofri citando il lavoro emerso al termine di un convegno internazionale di cui sono stati pubblicati gli atti nel 2024 dall’editore Franco Cesati.

Come regolamentare l’uso della tecnologia? Se appare inarrestabile l’invasione dei digital device, diventati spesso una “protesi” del nostro corpo, sono ormai in molti a ritenere che il loro uso vada regolamentato, soprattutto a scuola e nell’età dello sviluppo.

“Il rischio, sempre più attuale, è quello che si scivoli verso l’abuso incontrollato, anticamera di una vera e propria dipendenza, sindrome a cui gli psicologi hanno dato anche un nome, è l’internet addiction disorder: irritabilità, ansia, insonnia, difficoltà di concentrazione, rifugio nella socialità virtuale” certifica l’Oms.

Il recupero della calligrafia, andrebbe anche a ridurre i casi in continua crescita di disgrafia e dislessia nella scuola italiana, numeri raddoppiati secondo il Ministero negli ultimi sette anni. di fronte a questo quadro, si sono mossi inizialmente tre figure di rilievo nel panorama didattico e culturale italiano: Fermino Giacometti, presidente dell’Istituto Grafologico di Urbino, Guglielmo Incerti Caselli, presidente dell’Associazione Grafologica Italiana e Carlo Nofri, presidente dell’Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Linguistica e Culturale.

A firmare la petizione in apertura l’ex ministro della Pubblica istruzione Patrizio Bianchi, attuale coordinatore della rete delle Cattedre Unesco. E poi giornalisti nazionali come Dania Mondini di RAI 1e Marco Oliva, la neuroscienziata Johanna M.C. Blom dell’Università di Modena, gli antropologi Marco Aime, Stefano Allovio e Adriano Favole, le italianiste Pierangela Diadori e Novella Bellucci. E tanti altri, tra cui Enrico Ragni (in arte Málleus), fondatore dell’Antica Bottega Amanuense, e il diplomatico Paolo Sabbatini.

“Noi siamo al fianco degli insegnanti della scuola primaria, vere anime del percorso di recupero e difesa della scrittura manuale” ribadisce Nofri che poi aggiunge: “Questo primo traguardo della petizione rappresenta un incoraggiamento a proseguire il lavoro per raccogliere un consenso ancora più ampio intorno all’idea di rilanciare l’apprendimento e l’uso della scrittura manuale corsiva ponendola sotto l’ala protettrice dell’Unesco”.

Nofri su un punto è molto chiaro: “Se vogliamo fermare il deskilling, inteso come perdita progressiva di abilità costitutive della nostra specie, la strada è chiara: questo non è il sogno nostalgico di chi vuole tornare al passato ma la lucida reazione di chi si oppone all’avvento di un futuro culturalmente e educativamente più povero del presente. Naturalmente nessuno vuole rinunciare ai prodigiosi benefici della rivoluzione digitale ma ci rifiutiamo di accettare uno sviluppo che non sia chiaramente “umanocentrico”, criterio che dovrebbe ispirare ogni scelta, a partire dalla scuola”. Per chi vuole firmare la petizione, basta cliccare questo link.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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