
FERMO – Un inizio d’anno impegnativo per Fermo e i suoi uffici comunali: in 48 ore la scossa di terremoto da 3.8 gradi in piena notte e poi la neve. Sono scattati controlli, monitoraggi, interventi, tutto senza sosta fino alle 2230 di ieri sera con le strade ormai pulite.
Alessandro Paccapelo, dirigente del comune di Fermo e responsabile della Protezione civile, come siete riusciti a rispondere all’emergenza?
“Consideriamo che parliamo anche di un periodo di ferie-festività. Poteva essere un problema per la presenza del personale, ma la risposta è stata immediata, con un rientro di diversi dipendenti che ci ha permesso di creare le squadre operative”.
Come vi siete organizzati?
“Parto dal sisma. Sei squadre da due dipendenti per i controlli nelle scuole. E dico grazie alle tre dirigenti scolastiche che ci hanno meso a disposizione per ogni Isc una persona che ha aperto le scuole. Parliamo di una scossa non particolarmente forte, ma i controlli sono sempre necessari. Diventano prevenzione e soprattutto servono a tranquillizzare tutto l’ambiente, visto che poi entrano bambini e ragazzi, oltre al personale”:
Nessun problema?
“Abbiamo dato priorità agli edifici pubblici, ai musei che erano aperti e al teatro, c’era uno spettacolo in programma, e poi al municipio. Terminati questi, siamo entrati nelle scuole. Ore intense che hanno dimostrato come gli interventi effettuati negli ultimi anni abbiamo reso ogni edificio più sicuro”.
Poi, nel silenzio, è arrivata la neve.
“L’allerta meteo all’inizio sembrava non interessare la zona di Fermo e circondario. Poi, invece, un nuovo bollettino il 6 mattina con un’allerta precipitazioni. Immediato il monitoraggio e l’apertura del Coc decisa dal sindaco Torresi, con il comandante della Municipale a coordinare il piano neve”.
Come vi siete mossi?
“Subito Il primo blocco in azione: due pattuglie della Municipale, tre squadre di volontari della protezione civile, una squadra dell’Asite. Con l0oro personale dell’ufficio tecnico e dell’autoparco, con gli autisti che sono rientrati. E stanotte in due hanno dormito in autoparco per essere pronti”.
A seguire?
“Due spazzaneve di ditte esterne e poi la ditta Fagioli per lo spargisale. Devo dire che sono stati veramente bravi, vanno oltre le richieste”.

Criticità riscontrate?
“Siamo partiti dalle strade principali, ospedale e caserme pulite, qualche difficoltà per le auto non dotate di mezzi antineve. Un incidente che ha coinvolto una persona, nella zona della Torretta: una macchina scendendo dalla Sapienza ha perso il controllo e ha investito una signora che stava camminando. La strada è rimasta bloccata per oltre un’ora verso le 17”.
Tutto sotto controllo, ma poi avete chiuso le scuole?
“Il sindaco è in contrato continuo con i sindaci della provincia. Nell’entroterra la situazione era più compromessa. Sono arrivate le prime chiusure nei paesi. Quindi, interazione con il presidente della Provincia e la decisione condivisa con la Steat, di chiudere tutte le scuole. Il timore era davvero il gelo notturno con inevitabili rischi per il traffico. Le scuole si chiudono perché se troviamo mezzi che poi si intraversano, si bloccano magari accessi ad altre realtà come l’ospedale”.
Inevitabile quindi?
“La scelta è precauzionale, per garantire la sicurezza”.
Non basta il piano neve?
“Garantisce la fruibilità dei presidi sensibili. Poi, però, ci sono le condizioni meteo a livello provinciale. Non si può garantire la perfezione, soprattutto sulle strade secondarie. E poi c’è l’abbinamento neve-temperatura. Se il piano funziona bene, la viabilità è garantita. Ma un conto è intervenire nel comune di Fermo, un altro con la viabilità della provincia. Le problematiche reali non sono con la neve, ma con il gelo. Per fortuna questa notte la temperatura no è scesa sotto zero, come invece previsto. E così, abbiamo chiuso il Coc ma abbiamo proseguito il monitoraggio fino a mezzanotte, quando abbiamo visto che per strada la neve diventava acqua e no ghiaccio. Due dipendenti sono rimasti anche a dormire all’autoparco, peer essere pronti in caso di emergenza”
Come superare le criticità viste ad esempio sulla Mezzina?
“Bisogna agevolare il cambio gomme, si ridurrebbero così i costi dell’intervento. Quasi tutte le macchine intraversate non avevano le gomme termiche. Alla fine, agevolare i cambi gomme con incentivi, garantirebbe la sicurezza e un taglio di costi statali”.
Paccapelo, cosa è cambiato nella gestione dell’emergenza da Calcinaro a Torresi?
“Prima Torresi era comunque presente, avendola delega alla viabilità. Ieri ha partecipato anche l’assessora Luciani. Quella di Fermo è una macchina oliata, abbiamo un piano emergenza che si aggiorna ogni due anni”.
Raffaele Vitali
