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Scogliere ed erosione, i dubbi di Marcotulli. "E i massi a cento metri? Lo studio della Politecnica non ne parla"

4 Marzo 2021

PORTO SANT’ELPIDIO - Dubbi sullo studio dell’Università Politecnica delle Marche ceh disegna il futuro della costa di Porto Sant’Elpidio. Le 300 pagine non convincono in toto il capogruppo di Fratelli d’Italia. “Diversi operatori mi hanno contattato e stanno preparando studi affidati a loro tecnici e consulenti” sottolinea Giorgio Marcotulli. “Qualcuno è anche pronto a una difesa legale in caso di danni provocati dai lavori previsti”.

Quali i nodi principali? “Lo studio meteo marino si è tramutato in una indicazione progettuale, quasi a sostituire il ruolo della progettazione, che invece dovrebbe fare le valutazioni economiche di convenienza su costi e risultati dell’intervento. Invece, la Politecnica sposta l’attenzione sul posizionare le scogliere a 250 metri, sopra quelle presenti, definendole utili anche a 170 metri, parlando anche di risparmio”.

Quello del costo economico è un dato che per Marcotulli non doveva esserci. “Quale qualità ci sarà alla base? Forse i vecchi massi di piccole dimensioni, forse una fila non larga? E così potremmo trovarci al momento dell’esecuzione una variazione dei costi importante”. L’altro dubbio è il perché non sia statto fatto uno studio sul posizionamento della scogliera sotto i cento metri, come Porto San Giorgio.

“Quello che manca è il risultato atteso: oltre alla riduzione dell’erosione, quanto cresce la spiaggia e in che tempi? Questo mi sarei atteso dallo studio dell’Università. Un’onda che viene rallentata a 250 metri ha la capacità nel varco di 15 metri tra una scogliera e l’altra di portare a riva il materiale utile a far crescere la linea di costa?” riprende Marcotulli.

130mila euro di studio, 500 euro a pagina, per dire cosa fare nel primo stralcio “e anche su questo mi sarei aspettato un piano più generale”. Ora in arrivo ci sono 7 milioni di euro, quattro dalla Regione e tre dal Ministero, come ribadito dal sindaco Nazareno Franchellucci. “Dallo studio emerge che ci saranno importanti effetti di bordo e quindi bisogna arrivare fino alla zona del Veliero. Per questo si chiede di creare a nord dell’’ultima scogliera un ripascimento importante per evitare un fenomeno erosivo e inevitabile” riprende il geometra consigliere comunale.

E ora? “Serve un progetto interno che usi lo studio meteo marino per quello che serve: causa ed effetto delle varie simulazioni. A valle di quella, sula base di altri elementi, il progettista dà le sue soluzioni. La scelta non può essere sempre e solo di natura economica. Quelli che contano sono i risultati. Lo scopo non è solo proteggere gli stabilimenti, è ridargli un futuro”.

Mancinelli è capo firmatario dello studio della Politecnica, ora sarebbe bene affidare per Marcotulli un progetto esterno al mondo universitario in modo da avere una visione completa, “altrimenti ci ritroviamo con un’analisi limitata, perché basata sullo studio preliminare del Comune che escludeva la i di fare scogliere a 100 metri. Prendiamo quello che abbiamo e facciamo un progetto definitivo, senza però escludere l’opzione che secondo molti sarebbe più funzionale” conclude il consigliere che presenterà sue osservazioni all’ufficio tecnico.

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