Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Scandalo sacche di sangue, nuove carte di Fanpage smentiscono Calcinaro. Il Cns: Marche virtuose, ma vogliamo chiarezza

25 Marzo 2026

FERMO – Si allarga il caso ‘sacche di plasma inutilizzabili’ nelle Marche. L'inchiesta di Fanpage ha provocato un piccolo terremoto tecnico e politico. È stata avviata una verifica anche da parte del Centro nazionale sangue (Cns). Ieri la regione ha provato a spiegare, e minimizzare, ma oggi Fanpage (clicca) rilancia con ulteriori documenti che dimostrerebbero come il ‘caso’ non sia esploso all’improvviso ma sia frutto di una sottovalutazione che perdurava quantomeno da giorni.

“In merito alle notizie stampa relative a sacche di plasma eliminate nelle Marche per problemi tecnici relativi alla conservazione, il Centro Nazionale Sangue – spiega una nota ufficiale - sta verificando con la Struttura regionale di coordinamento quanto accaduto. Al termine di questa verifica preliminare, il Cns valuterà le opportune iniziative di competenza, in accordo alla normativa vigente”.

La gravità è ancora maggiore perché si parla di plasma, la parte liquida del sangue che è una risorsa preziosa per i pazienti. Viene infatti utilizzato per la produzione di famaci salvavita, come immunoglobuline, albumina e fattori della coagulazione.

Per il Servizio sanitario nazionale l'autosufficienza in sangue ed emocomponenti è un obiettivo nazionale. Le Marche giocano un ruolo primario, sono una delel regioni migliori a livello di donazioni. Donazioni che – ricorda il Cns - è volontaria, periodica e non remunerata. Si può scegliere se donare sangue intero, che poi viene scomposto in plasma, globuli rossi e piastrine, o soltanto uno o più dei suoi componenti, come il plasma.

L'Italia pur essendo tra i Paesi europei con la maggiore quantità di plasma raccolto, non è ancora autosufficiente ed è costretta a importare dall'estero una quota rilevante di plasmaderivati. Nei primi due mesi del 2026 la rete trasfusionale delle Marche, rileva il Cns, ha permesso di conferire all'industria farmaceutica oltre 5.200 chili di plasma, in vista di un obiettivo concordato per l'anno in corso di 35.600 chili, leggermente superiore a quello individuato per l'anno 2025 che era stato raggiunto e superato.

“Dal punto di vista della raccolta di sangue ed emocomponenti, le Marche – ribadisce il Cns - rappresentano una regione virtuosa con un quantitativo di plasma inviato alle aziende per la produzione di plasmaderivati (24 kg per mille abitanti) superiore alla media nazionale (15,3 kg per mille abitanti)”.

 A livello nazionale, l'Italia ha conferito nel 2025 all'industria complessivamente circa 920 tonnellate di plasma, 11 tonnellate in più rispetto all'anno precedente. Malgrado questi ottimi risultati, la quota di autosufficienza nazionale relativa all'albumina è del 75%.

Per quel che riguarda le immunoglobuline, invece, la quota si abbassa al 60%, complice anche un aumento vertiginoso della domanda che negli ultimi dieci anni è aumentata del 57%. I medicinali plasmaderivati sono utilizzati per trattare molti tipi di patologie. Le immunoglobuline sono impiegate nella terapia sostitutiva delle immunodeficienze e nel trattamento di patologie infiammatorie neurodegenerative e come terapia post-esposizione (es. tetano). Altri plasmaderivati come i fattori della coagulazione possono essere utilizzati per trattare malattie rare come l'emofilia.

Il timore a livello territoriale è che scenda la fiducia tra i donatori. E questo l’Avis Marche non può permetterlo: “Riteniamo sia doveroso intervenire con urgenza per correggere malfunzionamenti del sistema ed evitare che si verifichino nuovi episodi” riprende il presidente di Avis Regionale Marche, Daniele Ragnetti.

“Il rischio è di mortificare il valore del dono, un gesto gratuito, consapevole e responsabile che costituisce il fondamento dell'intero sistema trasfusionale e su cui Avis - prosegue Ragnetti - investe con profonda convinzione. Preservare il sangue e il plasma che con grande generosità viene donato è una responsabilità, e l'intera filiera deve essere in grado di accogliere e gestire quel gesto”.

Avis non ha rapporti con l'Officina trasfusionale». In quanto, il compito di Avis è la chiamata del donatore e la gestione degli appuntamenti, secondo l'agenda che viene messa a disposizione dai centri trasfusionali stessi. «Confidiamo che le azioni ora in corso a tutti i livelli - conclude - saranno utili a restituire al sistema la garanzia di qualità a tutela del gesto del dono, del rispetto dei volontari che lo compiono e della tutela della salute dei malati”.

C’è poi il lato politico, con Antonio Mastrovincenzo che dà voce a tutta la minoranza in regione: “Andremo fino in fondo. Per sapere di chi è la responsabilità di quanto accaduto e perché i vertici regionali non hanno dato riscontro alle tante segnalazioni di grande criticità della struttura”.

Lo steso Mastrovincenzo nel 2024 aveva presentato un0interrogazione sulla mancanza di personale, sollevata anche dalla Cgil: “Due anni fa, alla mia interrogazione con cui sollecitavo provvedimenti urgenti, l'allora assessore Saltamartini rispose che il Dipartimento di medicina trasfusionale era strategico e che gli sarebbero state assegnate altre tre figure professionali. Da allora in realtà la situazione è peggiorata ulteriormente. Come fa l'assessore Calcinaro ad affermare che si è trattata di una difficoltà 'temporanea’? C'è stata una reiterata mancanza di programmazione e organizzazione che ha portato a questi fatti di inaudita gravità di cui qualcuno, sia politicamente che tecnicamente, dovrà rispondere”.

Soprattutto se quanto scrive Fanpage troverà riscontro anche nell’indagine avviata dal centro nazionale sangue “Secondo l'assessore Paolo Calcinaro la criticità è stata "legata alla carenza di personale di una giornata, nei primi giorni di marzo" e la soluzione è stata trovata in "poche ore" impiegando quattro tecnici provenienti dall'AST di Ancona. La documentazione di cui Fanpage.it è in possesso però racconta una storia diversa. Come si evince dai documenti (pubblicati sul sito, ndr) l’eliminazione di sacche di plasma non ha riguardato una sola giornata "ai primi di marzo" ma ha interessato un periodo più lungo” si legge in uno dei passaggi della seconda puntata dell’inchiesta di Fanpage.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram