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Sanità, tre consigli per Calcinaro. Livini: Pronto soccorso, case di cura e personale, basta aprire i cassetti in Regione

17 Febbraio 2026

di Raffaele Vitali

FERMO – Negli ultimi anni ogni parte politica ha cercato di cambiare il corso degli eventi, “ma oggi sembra mancare una visione complessiva capace di affrontare le criticità della sanità territoriale”. Di questo è convinto Licio Livini, già direttore generale dell’Asl di Fermo. che prova a cambiare al narrazione, andando oltre le critiche e proponendo all’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, alcune soluzioni praticabili.

Dottor Livini, qual è la sua valutazione sulla situazione attuale?

“Credo sia giusto riconoscere che, negli anni, ciascuno abbia operato con impegno e secondo le condizioni del proprio tempo. Tuttavia oggi registriamo un’assenza di visione strategica. Mancano prospettiva e progettualità. I problemi che stiamo vivendo, penso ai Pronto soccorso congestionati, alle liste d’attesa, alla fragilità della medicina territoriale, sono in larga parte organizzativi e territoriali. Servirebbe rimettere insieme idee, competenze ed esperienza manageriale per costruire una strategia efficace”.

Da dove ripartirebbe concretamente?

“Riprenderei l’impostazione regionale dell’ultimo decennio, che conteneva già molte soluzioni strutturali. Non occorre inventare tutto da capo, ma applicare e aggiornare strumenti già previsti. L'assessore li trova nei cassetti in Regione, ma sono a disposizione”.

Partiamo dai Pronto soccorso: cosa cambierebbe?

“Quelli ‘veri’ dovrebbero occuparsi esclusivamente dei codici gravi, trasportati dal 118. I codici a bassa complessità, soprattutto quelli che arrivano autonomamente, vanno indirizzati verso una rete provinciale di Punti di Assistenza Territoriale H12 (PAT), previsti dalla normativa regionale. Questi presidi, collocati nelle Case della Salute e gestiti dai medici di medicina generale, dovrebbero essere digitalmente connessi e integrati anche con le strutture convenzionate. Questo alleggerirebbe in modo significativo la pressione ospedaliera”.

Le Case di Comunità possono davvero fare la differenza?

“Assolutamente sì. Sono state avviate già dal 2015, ma vanno strutturate pienamente con la presenza stabile dei MMG. L’Accordo Integrativo della Medicina Generale recentemente rivisitato offre gli strumenti per farlo. La medicina territoriale deve tornare a essere il primo filtro efficace”.

E sul tema delle liste d’attesa?

“Qui serve un intervento multilivello. Prima di tutto un gruppo di lavoro regionale che definisca criteri omogenei di appropriatezza prescrittiva e tempi di attesa standardizzati. Poi occorre rafforzare la prevenzione secondaria, istituendo poli aziendali dedicati a screening e visite preventive. Infine bisogna riorganizzare il CUP con un sistema informatizzato semplice, accessibile, e con la possibilità di prenotare direttamente negli studi dei medici di famiglia, accorciando la filiera”.

Il personale sanitario resta un nodo cruciale. Come affrontarlo?

“Propongo l’istituzione di un Ente partecipato regionale, sul modello di un consorzio pubblico con contratto privatistico, che consenta l’adesione volontaria di medici e infermieri in pensione, attivabili a chiamata in caso di necessità. Sarebbe una riserva professionale preziosa nei momenti di maggiore pressione”.

Ha parlato anche di posti letto. Qual è la sua proposta?

“Occorre investire sulle Cure Intermedie, attivando 1.000 posti letto presso Case e Ospedali di Comunità già previsti da precedenti delibere regionali. Allo stesso modo vanno ampliati di altri 1.000 posti i servizi di residenzialità per anziani, disabili e pazienti psichiatrici, recuperando progettualità territoriali già definite nel 2019”.

Livini, i conti poi tornano?

“Le risorse possono essere trovate. Basti pensare che le economie derivanti da un anno di gestione della ex ASUR, soppressa nel 2022, ammontavano a circa 180 milioni di euro: una cifra che sarebbe sufficiente a sostenere questi passaggi strategici. Si tratta di scelte di priorità”.

In sintesi, qual è il messaggio che vuole lanciare?

“La sanità marchigiana non ha bisogno di interventi episodici, ma di una strategia coerente e integrata. Con organizzazione, investimenti mirati e una visione territoriale forte si possono alleggerire i Pronto Soccorso, ridurre le liste d’attesa e restituire centralità alla medicina di prossimità. Su questo dovrebbe lavorare l’assessore Calcinaro”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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