
FERMO – La Fondazione Gimbe promuove le Marche a livello sanitario. A livello di Lea, Livelli essenziali di assistenza, secondo il Nuovo Sistema di Garanzia (Nsg) su dati del 2023, con un punteggio di 248 la regione è posizionata all'ottavo posto nella graduatoria italiana guidata da Veneto (288), Toscana (286), Emilia Romagna (278), Provincia autonoma di Trento (278) e Piemonte (270).
Le Marche sono precedute anche da Lombardia e Umbria (257). Lo studio della Fondazione Gimbe è stato presentato dal presidente Cartabellotta. Nel 2023 (ultimo anno disponibile), secondo l'analisi Gimbe, a fronte di un punteggio medio nazionale di 226 punti, il punteggio totale degli adempimenti delle Marche ai Lea è di 248. Ecco i punteggi nelle tre aree monitorate (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale ed assistenza ospedaliera).
Per l'area della prevenzione, le Marche si posizionano 10/o posto in Italia, 74 punti, 24 punti in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento e al Veneto che sono in prima posizione; 83 punti (6/a posizione) per l'area distrettuale, cioè 13 in meno rispetto al Veneto che guida la graduatoria; 91 punti (5/a posizione) per l'area ospedaliera.
Fote anche di questi numeri, Paolo Calcianro, assessore regionale alla Sanitò, cerca di cambiare marcia al sistema. Da qui, la decisione già preannunciata: prestazioni sanitarie anche di sabato e di domenica nelle Marche per ridurre i tempi di attesa e ottimizzazione della gestione delle agende per i pazienti cronici e oncologici.
Sono due misure decise dalla giunta Regionale, su proposta di Calcinaro. Saranno programmate in tutte le Aziende sanitarie territoriali (Ast) prestazioni sanitarie anche di sabato e di domenica. La Giunta ha approvato la delibera che consentirà alle Ast di “fissare visite e esami diagnostici anche nei giorni prefestivi e festivi per ridurre i tempi di attesa e garantire un accesso più rapido alle cure”.
Le prestazioni saranno erogate in 24 giornate di sabato e 24 giornate di domenica, nel periodo compreso tra il 17 gennaio e il 24 maggio e tra il 3 ottobre e il 29 novembre 2026. “Le strutture sanitarie – spiega l’SSESSORE - individueranno le prestazioni con il maggior volume di utenti in lista di attesa e organizzeranno le agende di prenotazione di conseguenza”.
Per prenotare non cambia il sistema. “Puntiamo a crescere del 3% la media mensile delle erogazioni con priorità. La delibera prevede inoltre l'ottimizzazione delle agende di presa in carico per i pazienti cronico-degenerativi e oncologici (Pic).
“Lo scopo è massimizzare l'utilizzo delle sedute ambulatoriali e favorire un più efficiente sistema di prenotazione, rimettendo al Cup i posti non utilizzati, rendendoli prenotabili da tutti i cittadini, migliorando così efficienza, accesso e continuità assistenziale. La gestione di tali agende può essere effettuata direttamente dallo specialista o dalla struttura appositamente dedicata dell'Ente di appartenenza”.
Non è la soluzione, lo sa bene anche Calcinaro, ma è un inizio. “Un passo dovuto della sanità pubblica che dimostra, davanti ad un problema cospicuo, di saper fare passi in avanti rispetto al proprio ordinario: ciò anche al fine di fare rilevare che una parte dell'imbuto è creato anche da qualche inappropriatezza di una quota della domanda. L'adesione del personale medico e sanitario - precisa - è ovviamente su base volontaria e retribuita”.
r.vit.
