
FERMO – Pezzetto dopo pezzetto, la costruzione del nuovo ospedale di Campiglione si va completando.
Roberto Grinta, direttore generale Ast Fermo, come procede l’iter?
“Abbiamo nominato la commissione giudicatrice per la gara europea a procedura aperta telematica sulla fornitura e la posa in opera di arredi in acciaio inox per l'allestimento delle sale operatorie del nuovo ospedale. Con un’altra determina, è stata indetta la procedura per l'allestimento e per il completamento delle nuove sale operatorie”.
Prossimi step?
“Gli uffici stanno lavorando sulla gara per creare la centrale di sterilizzazione e per l'allestimento dell'anestesia e per le sale endoscopiche”.
A livello di tecnologie?
“Dopo l'arrivo di una Risonanza magnetica, previsto per i prossimi mesi anche quello di una seconda Risonanza, di una Tac e di un Angiografo, tutti di ultima generazione”.
Macchinari che hanno bisogno di personale.
“Oggi ho firmato la determina che prorogata al 30 giugno 58 contratti a tempo determinato per personale amministrativo, tecnico e sanitario. La prossima sfida, in accordo con la Corte dei conti, è quello di trasformare, con la prossima approvazione del Piano occupazionale, i tempi determinati in indeterminati. Dunque il periodo temporale fino a fine giugno sarà utile anche per definire il percorso di stabilizzazione”.
Direttore, nel mentre la sanità fermana non si ferma.
“Anzi, penso alla prevenzione. Sabato l‘open day dedicato a prevenire il tumore alla mammella è stato un successo. E ne abbiamo altri in programma, per rispondere a tutte le prenotazioni che no abbiamo potuto evadere. Per renderla una giornata ‘unica’ abbiamo anche illuminato di rosa la scritta dell’ospedale dei Sibillini di Amandola. Dobbiamo veicolare sempre messaggi che avvicinino le persone. In questo caso le donne allo screening. Individuare precocemente il tumore della mammella migliora l’efficacia dei trattamenti”.
Prevenzione non solo per il seno.
“Le Marche sono la prima regione italiana ad aver esteso lo screening per il tumore del colon-retto anche alla fascia di età 45-74 anni. Nonostante questo importante traguardo, l’adesione resta ancora limitata: solo un marchigiano su tre, tra coloro che ricevono l’invito, effettua il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. L’impegno per cambiare tutto questo è massimo”.
