
di Raffaele Vitali
FERMO – È tempo di saldi. Giornate cariche di speranze e qualche critica. Giornate che i commercianti sperano possano invertire trend complicati e che i clienti considerano l’occasione giusta.
Fuori piazza, a Fermo, tre attività che vendono moda, si sono preparate: negozi in ordine, merce ben esposta, sorriso d’ordinanza e tanta voglia di conquistare il cliente. Che se va bene ha da trent’anni in su. “Perché i giovani, inutile negarlo, comprano online o nelle catene” sottolineano più o meno compatti. Ma c’è anche altro che unisce If, Again e Mis: l’ottimismo, il ritorno della qualità come perno dell’acquisto e la critica al periodo scelto a livello centrale per gli sconti.
IL MONDO DI IF

Da 50 anni Adriano Morresi guida IF, punto di riferimento per il total look maschile non solo per il capoluogo. È il negozio dove restare al passo con la moda, dove si trova l’ultimo trend che arriva dal Pitti di Firenze e dove scegliere un capo classico che non passa mai di moda.
“Ho un sogno: i saldi che tornano a febbraio, quando davvero terminava la stagione. Purtroppo gli sconti non riguardano bollette e affitti, la realtà è che per reggere bisogna vendere almeno il 70% della merce a prezzo pieno” ammette in maniera sincera.
“Arriviamo ai saldi dopo un buon dicembre, anche se gli alti e bassi sono tanti. Di certo abbiamo scelto di non ridurre mai la qualità, unica strada per reggere anche all’impatto dell’online. Poi c’è stata la scelta di creare all’interno del negozio un’ala pensata per i più giovani, offrendo articoli unici. Ha funzionato”.
Per lui anche collaborazioni territoriali: “Per le scarpe lavoriamo bene con Giano, un’azienda che ha un’attenzione al sociale, al territorio, merito del suo titolare Enrico Paniccià. E poi c’è un marchio di Fano, Montecore, altro brand di qualità”. Il suo plus è semplice: “Attenzione al cliente, risposte alle domande e prodotti che non perdono mai nel tempo la loro qualità, sena dimenticare i social affidati alla seconda generazione”.
IN CENTRO CON AGAIN

Per Simona Guidi, una delle vetrine accese lungo il corso di Fermo, il valore aggiunto è la fidelizzazione del cliente. “Questo ci ha fatto chiudere un buon dicembre. Il problema è che con questa storia dei saldi continui diventa difficile andare avanti. Pre saldi a dicembre, il Black Friday che da un giorno è diventato praticamente un mese. Così ogni guadagno viene eroso” sottolinea mentre entrano un paio di clienti dentro Again.
Per lei, un po’ come per Morresi, la risorsa per andare avanti l’ha trovata in casa: “Mia figlia è molto brava con i social, che al momento usiamo come vetrina. Non abbiamo attivato l’e-commerce, potrebbe essere la sfida del 2026. Ma già così è molto impegnativo. Per fortuna li segue lei, che ha anche aperto uno suo studio di armocromia” prosegue Simona Guidi.
“I clienti a volte non colgono il nostro impegno e si fanno magari conquistare da sconti importanti in altri posti. ma attenzione, perché per reggere questi saldi continui, forse il prezzo dei prodotti è stato alzato prima”. Prezzo che è un fattore, per cui anche lei si è adeguata: “Abbiamo i brand, ma anche del pronto moda che permette di vendere articoli più economici. Resta comunque difficile attirare qui dentro le ragazze, mentre all’inizio ne servivamo tante. Ci siamo reinventati, sapendo che il web è una risorsa da usare al meglio. Per questo mi sento fortunata avendo mia figlia”.
LA VERVE DI MIS

È il negozio fuori porta. Nel senso che chi arriva a Fermo dalla strada principale, prima di varcare l’arco che porta in piazza del Popolo, non può che notare quelle verine sempre curate con abiti e accessori. Dietro c’è la mano di Silvia Merli. “Ci siamo dati una identità, abbiamo strutturato campagne social con una strategia precisa e poi apriamo spesso quando gli altri sono chiusi. Del resto, se uno sceglie di gestire un negozio, deve sapere che domeniche e festivi non esistono. In un centro storico come quello di Fermo, il negozio è anche un servizio, un plus per il trismo” spiega Silvia Melis, commerciante con la batteria Duracell.
Ma non è tutto, perché tenere il passo del mercato è complesso. “Da un po’ di tempo abbiamo fatto una scelta: alzare al qualità e quindi anche il prezzo dei prodotti. È una scelta precisa che il cliente ha capito”. Impossibile per lei fare concorrenza al mondo del fast fashion. “La sfida è stata far capire che un jeans che compri qua dura oltre i lavaggi e il tempo. Chi l’ha provato, se ne è reso conto ed è tornata”.
Anche lei, come Again, serve solo il mondo femminile. “Una clientela che è attenta al prezzo, ma sa guardare a quel valore aggiunto. Clienti che magari comprano un articolo di meno, ma lo selezionano con cura”. Anche per questo ha inserito un brand come Barbour, che è tornato a essere un riferimento internazionale “tanto che se qualcuno ha un vecchio capo, ce lo porta e lo rigeneriamo” sottolinea col sorriso.
Tornando alle aperture straordinarie, Silvia Merli non tentenna: “E’ così che abbiamo tanti stranieri tra i clienti, perché soprattutto nei giorni festivi dall’interno arrivano danesi, belgi e inglesi che scelgono di vivere in collina”.
La clientela è dai 25-30 anni in su, dalla ragazza indipendente alla donna matura. “Chi viene qui è perché apprezza la presenza dei multibrands, che ormai sono pochi anche nelle grandi città, dove predominano i monomarca. Insomma – conclude Silvia Merli – i saldi non sono di certo la strada per sopravvivere, ma aiutano ad ampliare il giro. Poi sta a noi parlare con i clienti, aiutarli in quel percorso che gli fa dire ‘è il capo giusto’ portandolo a riflettere sulla materia pria. Cosa che si fa sempre meno”.
I saldi sono iniziati, le statistiche parlano di poco meno di 200 euro di spesa media prevista. La differenza è dove spenderli. I piccoli negozi, le boutique ci sono e offrono qualità e servizio, da Fermo a Porto San Giorgio, passando per Montegiorgio o Montegranaro. Al cliente il compito di valorizzarle.
