
FERMO – Il ‘caso sacche di plasma’ irrompe nella campagna elettorale di Fermo. Italia Viva, che ha in Tano Massucci il suo volto di punta, critica durante i vertici della Regione Marche: “"Perché è successo? Per un'emergenza imprevedibile? No. È accaduto per inaccettabile e vergognosa inefficienza burocratica e organizzativa. Per software che non dialogano, per mancanza di personale, per una logistica da terzo mondo".
Una inefficienza che ha tradito il ‘dono del sangue’, “che serve a salvare vite. Che è la forma più alta di amore per la propria comunità, in una terra, come Fermo e le Marche, che vanta una tradizione straordinaria di donatori e di impegno nell'Avis”.
Massucci affronta quindi la questione da un punto di vista politico: “Mentre la giunta di centrodestra passa il tempo a tagliare nastri e a fare propaganda, la sanità pubblica cade a pezzi sulle cose più basilari. Sembra che abbiano difficoltà a gestire frigoriferi e corrieri per trasportare il sangue da un ospedale all'altro".
C’è modo di rimediare? Secondo IV almeno a livello locale: “Crediamo che la sanità non sia un'azienda dove far quadrare fogli Excel sbagliati, ma il pilastro della dignità umana. Per questo, pretendiamo che il Centro Trasfusionale del nostro ospedale venga potenziato e tutelato, non lasciato in balia del caos regionale”.
Questo spetta alla politica, poi c’è l’impegno civico del singolo cittadino: “L'indignazione che abbiamo provato di fronte alla notizia, l'ansia di vedere il nostro sistema sanitario crollare, non si cura restando a casa il giorno delle elezioni, perché se stiamo a casa, vince chi ha buttato via quel sangue”.
