
FERMO – Il dato ufficiale di sacche di sangue gettate “per cause tecniche” è di 323. Questo è emerso dopo la richiesta di accesso agli atti avanza dal consiglier regionale del Pd, Antonio Mastrovincenzo.
Cause tecniche significa che “si era superato il tempo di lavorazione, che è di 24 ore dalla raccolta”. Stando alle carte dell’Officina del sangue regionale, 263 sono state gettate tra l'11 e il 15 marzo. Ognuna di queste avrebbe un peso di circa 250 grammi.
Il 15 marzo è la data in cui il Dirmt viene rinforzato con sei nuovi lavoratori, quattro dei quali con orario aggiuntivo, in seguito alle pressioni esercitate sui vertici sanitari della Regione, attraverso delle mail, dall'allora direttore del Dirmt, Mauro Montanari, poi dimessosi il 20 marzo, sulla carenza di personale e sul rischio di non poter lavorare adeguatamente il plasma prelevato.
“Altre 60 sacche sono state eliminate dopo il 15 marzo. Questo denota - attacca Mastrovincenzo - che si è arrivati a questo punto per carenza di personale e per un deficit di programmazione della direzione dell'ospedale e del dipartimento salute della Regione. Le responsabilità politiche e gestionali sono a questo punto chiarissime”.
Posizione condivisa dal consigliere Fabrizio Cesetti: “È inaccettabile che si ricorra a suggestioni complottiste e si cerchino capri espiatori. La scelta della giunta regionale di istituire una commissione di indagine interna è inutile, inopportuna e pericolosa, perché - sostiene - confonde le figure del controllore e del controllato e rischia di inquinare le prove nelle indagini già aperte dalla magistratura. Serve una commissione vera, unica via per restituire credibilità al sistema della raccolta e lavorazione del plasma”.
Nel frattempo, Mastrovincenzo annuncia la richiesta di altri due accessi agli atti: il primo con l'intenzione di sapere quante sono le sacche di emocomponenti inutilizzabili per tempo di lavoro superiore alle 24 ore e non ancora smaltite; l'ipotesi è che ci siano delle sacche inutilizzabili, ma non ancora gettate. Mentre il secondo accesso agli atti richiesto riguarda, invece, le modalità di raccolta, utilizzo e smaltimento di emocomponenti del periodo dal primo ottobre 2023 al 31 marzo 2024.
