
FERMO – In attesa delle indagini, la questione sacche di plasma politicamente no si è chiusa. Il consigliere regionale del Pd nelle Marche Antonio Mastrovincenzo ha inviato una lettera al presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui e all'assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro, oltre che al direttore generale dell'Azienda ospedaliero universitaria delle Marche (Aoum), Marco Armando Gozzini.
“Attendo una risposta alla mia richiesta di accesso agli atti sul caso delle sacche di plasma sprecate, avanzata il primo aprile. Sono trascorsi i cinque giorni lavorativi previsti dal regolamento del Consiglio regionale senza risposta”.
Sonos tate sei le richieste di accesso agli atti presentate dal consigliere dem nelle ultime settimane sullo stesso tema. Nella lettera Mastrovincenzo chiede a Pasqui di “esercitare la sua funzione di tutela delle prerogative dei consiglieri» e a Calcinaro di «assicurare la massima trasparenza”.
Sulla questione, ma con toni e fini diversi, interviene anche l’Avis: “Siamo l'unica e vera parte lesa di tutta questa vicenda e chiederemo con forza il conto a tutti i responsabili nelle forme ritenute più opportune” sottolinea il presidente dell'Avis Marche, Daniele Domenico Ragnetti.
Sarebbero state buttate 325 sacche di plasma secondo la Regione Marche, molte di più secondo l'inchiesta giornalistica di Fanpage, mentre almeno altre 932 sono state destinate alla ricerca. "Sentire i numeri di questi giorni credo che faccia male a tutti. Abbiamo scelto una posizione soft – ha ribadito il presidente - per non entrare in una serie di speculazioni, ma questo non vuol dire che non siamo indignati: è una ferita che non sarà mai guarita".
Per due anni si è rimasti lontani dal problema: "All'inizio di quest’anno ho presentato all'assessore alla sanità Calcinaro una lista di problemi: quello dell'Officina mi ha sempre terrorizzato, una situazione incomprensibile che ha portato a quanto è accaduto" ha concluso Ragnetti.
