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Rotoni parla da sindaco: "Io e Pompozzi al lavoro per Servigliano. Regione? Spero in deleghe utili al Fermano"

1 Ottobre 2020

SERVIGLIANO – Marco Rotoni è tornato alla sua scrivania di sindaco a Servigliano dopo la breve, e intensa, esperienza da candidato alle elezioni regionali.

A distanza di due settimane, scelta giusta candidarsi?

“Non ho avuto nessun ripensamento. Non era una quesitone del vinci o perdi. Ma come pensavo c’è stata una radicalizzazione delle candidature su partiti e città importanti, tutto concentrato tra tre realtà calzaturiere. Essermi candidato di certo aumenta la voce dell’area interna. Se i consiglieri partiranno dalle problematiche dei loro comuni, poi arriveranno anche in zone più empie. E sono certo che dopo aver condiviso la campagna elettorale, continueremo anche con il governo”.

Voti soddisfacenti?

“Ogni persona sana sapeva come sarebbe finita. Andavo contro dei cacciatorpediniere, ma oggi Servigliano e questo territorio hanno più visibilità. Si è chiusa una esperienza positiva che è una tappa di un percorso amministrativo”.

Lei da un lato, il suo vice Pompozzi dall’altro. Le elezioni vi hanno diviso in maniera definitiva?

“Perché mai? Chi si impegna su Servigliano a me va bene. Lui come me lavora per la città. Chi sta al mio fianco e dimostra attaccamento per il Paese non mi dà problemi”.

Obiettivi comuni a prescindere dal colore?

“Questo dal 2004 avviene. Chi ha fatto parte di ‘Progetto per Servigliano’ accetta l’impostazione per la città”.

Quindi nessuna tensione dopo l’esito elettorale?

“Assolutamente no, un percorso condiviso iniziato anni fa che prosegue ora”.

Si parla tanto dell’assessore regionale per il Fermano, criterio fondamentale per Acquaroli deve essere la territorialità?

“La provincia ha un peso, chiaro. Poi non è detto che sia la parola ‘assessore’ che cambia davvero. Magari ci sono delle deleghe che possono incidere sul territorio. Quindi vediamo bene, quello che conta è chi verrà chiamato a lavorare. Oggi abbiamo quattro consiglieri in regione, se sapranno fare squadra il Fermano potrà avere spazio. La fiducia del Governatore poi bisogna meritarsela, sono convinto che assessore possa essere pure un semplice prenome. L’importante è raggiungere le risorse con progetti che dobbiamo presentare noi. Per cui iniziamo a lavorare mettendo a sistema le idee”.

Chi lo deve fare questo, chi può fare da raccordo, magari il sindaco di Fermo?

“Non servono figure aggiuntive. Ora Calcinaro ha un altro mandato davanti impegnativo e guida il capoluogo. Ognuno ha il suo posto e deve fare ancora di più e meglio di prima”.

Perché l’ex assessore Cesetti ce l’ha tanto con lei e Terrenzi?

“Stimo il politico Cesetti e l’uomo Fabrizio, siccome credo che il confronto avvenga a un livello più alto delle schermaglie post elezioni, nulla inficia il rapporto. Non è una polemica con Marco Rotoni quella che serve, io casomai mi confronto con lui. E spero che riaccada anche da parte sua”.  

La campagna elettorale ha fatto crescere la rete tra i comuni della Valtenna?

“In realtà si è talmente presi e impegnati nel farsi conoscere e creare relazioni, che con i colleghi non ho dovuto fare qualcosa di diverso. Per cui per me restano 21 giorni bellissimi in cui ho acquisito contenuti e sono cresciuto”.

Tornato in comune, quale priorità?

“Detto che la mattina facevo il sindaco e il pomeriggio il candidato, di priorità ne abbiamo tantissime a cominciare dal consolidamento sismico della scuola Vecchiotti e i lavori stanno venendo bene. E poi un altro importante lavoro che darà a Servigliano un nuovo spazio da usare, quello verde di Santa Maria del Piano, entro primavera”.

r.vit.

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