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Rischio terrorismo, luoghi di culto sotto controllo nel Fermano. Il prefetto: "Da inizio pandemia controllate 115mila persone"

5 Novembre 2020

di Raffaele Vitali

FERMO – Il prefetto Vincenza Filippi parla con la mascherina. Coprifuoco dalle 22, prima novità. Ma anche prevenzione di possibili attacchi terroristici dopo quello che è successo a Nizza. “Non si modifica con un orario la nostra attenzione. Noi cerchiamo di essere sempre attenti. Ci sono due o tre elementi fondamentali da considerare”.

Ovvero?

“Siamo in prima linea per i controlli Covid e il rispetto delle regole. Siamo sul fronte per le problematiche legate a disagio sociale ed economico con indubbie tensioni. E siamo sul fronte di prevenzione del crimine, anche sul piano terrorismo dopo i fatti francesi”.

Timori per attentati?

“Siamo in una situazione congiunturale molto complessa e in un contesto in cui ci sono anche le pulsioni di contrapposizione di matrice terroristica. Solo in questa settimana quattro comitati. Anche sul tema matrice terroristica, essendo un territorio meno segnato come Roma e Milano, dove ci sono tempi islamici più impegnativi, avendo una convivenza pacifica, non ci fa abbassare la guardia. Ieri abbiamo stabilito di ampliare il numero degli obiettivi sensibili inserendo luoghi di culto del territorio che avranno una attenzione in più con un sistema radiocollegato, oltre a quelli normalmente attenzionati in un protocollo già pianificato”.

Nuovo Dpcm e area gialla?

“In videoconferenza con il presidente Acquaroli e i colleghi prefetti abbiamo definito le strategie. Il primo aspetto è non abbassare la guardia, essendo il dato dinamico e non statico. Più la responsabilità è alta, più resteremo in area gialla. La maggior parte della cittadinanza è attenta, ma poi ci sono i casi di chi non rispetta mettendo a rischio il futuro delle attività commerciali, che oggi invece possono lavorare”.

I sindaci hanno paura per i furti notturni.

“Le polizie municipali devono essere al fianco delle forze dell’ordine. Episodi di microcriminalità non sono collegati con il lockdown, ma da una mancanza assoluta di senso civico in questo momento storico, qualcosa di deprecabile dannoso”.

Sanzioni e controlli?

“Dal 10 marzo al 4 novembre abbiamo controllato 115mila. Questo fa capire anche lo sforzo, con l’esiguità delle risorse è stato intrapreso. Sono state sanzionate o denunciate per non rispetto della normativa Covid sono state 940. Gli esercizi commerciali controllati quasi 29mila, i titolari sanzionati sono stati 62 con 32 chiusure provvisorie e una definitiva, dovuta a comportamenti reiterati, dalla ristorazione all’estetica”.

Chi si muove per i controlli?

“Abbiamo creato una task force guidata dall’Arma dei carabinieri di Fermo, insieme con il nucleo infortuni e con l’Asur, con il comando dei vigili del fuoco che da tempo effettua verifiche nei luoghi di lavoro per verificare il rispetto della normativa e delle misure. All’inizio non lo abbiamo fatto in ottica repressiva, ma se non c’è il rispetto della responsabilità sociale, è giusto intervenire e sanzionare. Il tutto lo facciamo sempre dialogando con le associazioni datoriali e i sindacati, che spesso sono stati i primi a segnalare i luoghi di lavoro non in regola”.

Palestre irregolari?

“Non abbiamo avuto segnalazioni prima che venissero chiuse nel Fermano”.

Se la situazione peggiora, cosa accadrebbe?

“Controlli più restrittivi, speriamo non avvenga. Noi vogliamo che gli esercizi possano continuare a lavorare. Bisogna mantenere lo scambio economico. Ma per riuscirci tutti devono impegnarsi, abbiamo un rt 1,25 per cui dobbiamo far scendere la curva”.

Prefetto, cosa pensa della situazione del Murri che rischia di tornare ospedale Covid?

“Le scelte non competono al prefetto. Ne abbiamo parlato con il presidente della regione, si è dimostrato pronto al dialogo. La prossima settimana faremo un incontro tra il direttore Livini e i sindaci, siamo impegnati a facilitare il rapporto tra le istituzioni. Ho parlato direttamente anche con il gabinetto del ministro dell’Interno, segnalando le richieste formulate da Confindustria e Confartigianato per un eventuale inserimento dell’area di crisi complessa all’interno della decontribuzione del 30% predisposta per il meridione. Non sappiamo l’esito, ma intanto colloquiamo”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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