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Ricostruzione post sisma, Legnini resetta tutto. Nuovo confronto Ceriscioli - Conte: usare modello ponte Morandi

5 Marzo 2020

E intanto il commissario Legnini annulla cinque ordinanze di Farabollini.

FERMO – Si riparte da zero. Non sarebbe una notizia, pensando alla situazione ricostruzione post sisma del 2016, ma lo è perché la mossa di cancellare tutte le ordinanze del commissario precedente Farabollini rimette tutto in gioco. A deciderlo il neo commissario, Giovanni Legnini: ritirate le cinque ordinanze firmate da Piero Farabollini.

Alcune ordinanze non avevano convinto neppure la Corte dei Conti che aveva avanzato una serie di rilievi. A dire il vero si tratta di Ordinanze non ancora entrate in vigore e che riguardano l'anticipazione dei compensi ai professionisti e l'autocertificazione dei progetti di ricostruzione presentati per ottenere il contributo pubblico, l'assunzione di 200 nuove unità di personale negli Uffici Speciali della ricostruzione, la nomina del Comitato Tecnico Scientifico e una serie di modifiche a precedenti Ordinanze. Tutti provvedimenti da tempo in gestazione e molto attesi.

Legnini ora agirà velocemente: “Vogliamo dare un primo forte impulso alla semplificazione e all'accelerazione delle procedure di ricostruzione, dando piena attuazione alle ultime scelte legislative, tra le quali l'autocertificazione dei progetti da parte dei professionisti". La revisione in corso punta ad utilizzare il potere regolatorio proprio delle ordinanze commissariali per introdurre un'estesa ed incisiva semplificazione delle procedure per dare la necessaria spinta al processo della ricostruzione privata. Il Commissario ha già incontrato i direttori degli Uffici Speciali della Ricostruzione di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e i rappresentanti delle categorie professionali coinvolte e avviato il confronto di merito sulla nuova configurazione delle Ordinanze per la Cabina di Coordinamento con i presidenti delle quattro regioni.

E nel mentre Luca Ceriscioli ha preso carta e penna e ha scritto al premier Giuseppe Conte non per il Coronavirus ma per ricordare al governo i problemi della ricostruzione post sisma e sollecitare “la necessità di misure straordinarie. L'emergenza nazionale per il coronavirus nelle Marche è una ulteriore tragedia che si aggiunge a quella che viviamo da oltre tre anni, il sisma che ha colpito un terzo della nostra regione nel 2016. Servono misure straordinarie, come ribadisco da tre anni”.

Le possibilità ci sono, il ponte Morandi insegna: “Mentre affrontiamo insieme l'emergenza sanitaria del coronavirus, io le chiedo di non dimenticare il sisma con oltre 50 vittime, più di 30 mila sfollati, i danni a persone, cose, beni, imprese e servizi. Una catastrofe di grandi proporzioni". 

@raffaelevitali

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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