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Ricostruzione, Castelli cambia approccio: ora si agisce con i sindaci. "E tavolo con l'Ance per accelerare le pratiche"

22 Febbraio 2021

AMANDOLA – Visto che il modello attuale non funziona, perché non guardare al passato? Guido Castelli, ex sindaco di Ascoli piceno, oggi assessore regionale al Bilancio e alla ricostruzione lo dice con chiarezza: "Vogliamo riproporre il modello marchigiano vincente del post sisma 1997 attraverso un lavoro sinergico tra Regione, Commissario e Usr e una disponibilità all'ascolto di sindaci e delle realtà socio-economiche locali per una ricerca di soluzioni che viene dal basso".

L’assessore, insieme con il commissario Giovanni Legnini e il direttore dell’ufficio ricostruzione, Stefano Babini, ha ragionato sull’imminente futuro. “Abbiamo dato il via ad una vera e propria svolta nel metodo di approccio verso i problemi della ricostruzione- continua Castelli-, un cambio di rotta rispetto a quello adottato tra il 2016 e il 2020 dalla precedente giunta. Finora abbiamo assistito ad un sistema gerarchizzato e centralistico, che ha tentato di affrontare i problemi dall'alto verso il basso. I risultati li sappiamo tutti: provvedimenti a pioggia e tanta confusione. Le istituzioni locali non saranno più meri e passivi destinatari di azioni centralizzate, ma protagonisti della ricostruzione".

Insomma, si torna alla sussidiarietà. “Anche se i problemi restano c'è tutto un altro atteggiamento e un clima di coesione" prosegue prima di incontrare Ance, l’associazione dei costruttori affiliati a Confindustria che nel fermano è guidata da Stefano Violoni.

“Intendiamo far tesoro degli spunti e indicazioni che giungono dal mondo delle imprese e professioni. Come la necessità di revisionare o perfezionare strumenti normativi al fine di consentire una ricostruzione tempestiva e di qualità. Per questo –  annuncia – abbiamo concordato con l'associazione di avviare tavoli tecnici per affrontare la questione della gestione delle macerie".

Dopo la raccolta delle macerie pubbliche, infatti, resta il duro scoglio di quelle private: "4,2 milioni di tonnellate che richiedono un sistema ben organizzato di smaltimento e riutilizzo anche all'insegna dell'economia circolare" conclude Castelli.

@raffaelevitali - redazione@laprovinciadifermo.com

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