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Regionali, Casini non si arrende: "Latini deve rispondere su Putzu. Nel 2020 era candidabile?". Frateli d'Italia fa quadrato

28 Agosto 2025

PORTO SANT’ELPIDIO – Mentre Andrea Putzu, insieme con i compagni di lista, veniva presentato dalla coordinatrice regionale Elena Leonardi, la capogruppo del Pd in regione Marche, Anna Casini, attaccava duramente proprio il consigliere e soprattutto il presidente dell’assise.

“Trovo molto grave che il presidente del Consiglio regionale Dino Latini sia venuto meno all'impegno che si era assunto in aula di convocare un'apposita seduta per chiarire il caso Putzu. Dopo averci negato nell'ultimo Consiglio del 5 agosto la discussione di un ordine del giorno che chiedeva solamente di conoscere e far conoscere a tutta la comunità marchigiana gli sviluppi delle vicende che hanno coinvolto il consigliere di FdI, accusato dal suo compagno di partito Saturnino Di Ruscio di essere stato incandidabile nel 2020 a causa di una condanna per falso ideologico passata in giudicato. Era stata annunciata un'istruttoria che si sarebbe dovuta concludere con una seduta straordinaria del Consiglio regionale. Nulla è stato fatto”.

In contemporanea, a domanda, Leonardi respingeva ogni accusa e chiariva “che Putzu è qui con noi, perché non c’è nulla che avversi la sua candidatura”. Questo è vero dopo l’intervento del tribunale del riesame che ha pulito definitamente il casellario del consigliere concedendo la riabilitazione.

Ma è sul passato che la Casini punta il dito: “Perché tanta paura ad affrontare la discussione in aula se, come dicono gli esponenti della maggioranza, l'elezione nel 2020 di Putzu è stata regolare? Che nei giorni scorsi un tribunale abbia riabilitato Putzu rimuovendo ogni ostacolo alla sua ricandidatura non significa che egli potesse partecipare alla tornata elettorale del 2020. E questo è un punto che va chiarito, perché al di là delle eventuali conseguenze personali, è assolutamente necessario sapere se una sua eventuale illegittima elezione potrebbe avere delle ricadute sull'attività amministrativa svolta” conclude Casini.

Anche su questo Fratelli d’Italia si dice tranquilla. La condanna definitiva è del 2018, periodo in cui Putzu ricopriva il ruolo di consigliere comunale.  Nessuna comunicazione dalla prefettura è mai arrivata a sancire la sospensione e quindi il decadere di Putzu dal ruolo. Da qui, si arriva alle elezioni del 2020 e la conferma da parte dell’allora candidato di non avere cause di incompatibilità, non essendo mai stato protagonista di provvedimenti istituzionali.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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