
PESARO – Nell’ultimo quarto, Milano segna il suo primo canestro dopo 7 minuti. Il problema è che Pesaro nel mentre ne segna solo sette. Ma quel minimo vantaggio (66-62) sarà davvero prezioso. Perché alla fine la VL vince 73-68- un finale pieno di confusione di errori, di seconde e terze occasioni in cui spicca la barba di Miniotas.
Il lungo, che Leka ha fatto intelligentemente riposare a inizio orrido quarto periodo, dopo aver subito una stoppata che poteva costare cara, prende due rimbalzi, stoppa a sua volta Taylor e segna pure un libero. Si chiude così la partita contro una coriacea Urania Milano, che è esattamente come il suo leader, Alessandro Gentile: talentuosa, fisica, ma anche incostante.
Poteva vincerla prima e con grande distacco la squadra di Leka, perché la differenza in campo, vista nel primo quarto (42-30), è quella reale tra le due compagini. Ma Pesaro ultimamente ha dei cali fisici che poi si ripercuotono sul gioco. E per di più c’è un Felder da capire e inserire.
Leka deve ancora gestirlo al meglio, il quintetto con lui in campo senza Maretto e Bertini è stato deficitario. Forzature, palla che non gira, nessuno che attacca il ferro. Ecco, questo è sicuramente l’assetto da rivedere.
In ombra De Laurentiis, che tornava pienamente operativo dopo l’infortunio. Qualche pallone perso di troppo, spesso però in piena condivisione con Bucarelli che vede passaggi dove non ci sono. Il capitano ha rischiato di compromettere tutto con un antisportivo dopo che aveva segnato la tripla del 69-62. Per fortuna ci pensa Bertini, rimesso in tempo da Leka in campo a zittire il coach ospite con una bomba chirurgica.
Poi, è tutto Miniotas, con in mezzo un grande rimbalzo preso da Maretto. Sembra poco, ma in una partita in cui Milano ha fatto quello che voleva vicino al tabellone, costruendo più di una volta anche tre azioni consecutive, un rimbalzo al momento giusto fa la differenza. Ancora di più se la mano dei tiratori è ibernata e Felder, dopo due buoni quarti scompare dal campo.
Quello dei rimbalzi in attacco concessi agli avversari è un problema serio che prevede un lavoro di squadra, spesso sono i piccoli a recuperare il pallone. Pesaro sa soffire, vince giocando il finale senza Felder, non è un dettaglio, e resta prima in un campionato che vede Brindisi schiacciare Verona, Rimini vincere a Torino e Livorno riprendere la corsa contro Avellino.
r.vit.
