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Quando la cultura diventa attrattiva

22 Marzo 2026

*Ogni tanto bisognerebbe riuscire a imparare da chi riesce a fare meglio. E in questo senso Fermo, qualche volta, farebbe bene a guardare verso Ascoli Piceno. Perché si può insegnare, ma anche apprendere. Il festival Demarcazioni che si è appena chiuso, dedicato alla geopolitica, ha infatti portato per tre giorni il capoluogo piceno al centro del dibattito internazionale.

Non si è trattato di un evento accademico tradizionale, costruito esclusivamente attorno a docenti e studiosi. Al contrario, il valore aggiunto è stato il coinvolgimento diretto dei grandi protagonisti del giornalismo: inviati di guerra, caporedattori, firme autorevoli provenienti da testate di ogni orientamento. Un confronto aperto, plurale, capace di offrire chiavi di lettura diverse su uno scenario globale sempre più complesso.

È anche questa una prova significativa della visione del sindaco Marco Fioravanti. Pur essendo un esponente di Fratelli d’Italia, quando si parla di conoscenza e crescita culturale non guarda al colore politico. Certo, all’interno dei panel trovano spazio figure come Lollobrigida e Sangiuliano, volti noti della destra nazionale, ma questo non altera l’impostazione complessiva dell’evento, che resta inclusiva e aperta al confronto.

Così può accadere che nello stesso contesto si incontrino anche voci lontane, come inviati de Il Manifesto e pensatori indipendenti, capaci di analizzare con lucidità il presente. Dalla guerra alle dinamiche internazionali, fino a figure controverse come Donald Trump, per anni modello di una certa politica e oggi sempre più percepito come un attore imprevedibile che crea scompiglio sociale e, fattore chiave, economico.

Quello che Ascoli sta facendo, con questo festival e con iniziative precedenti come Asculum, è semplice ma efficace: offrire opportunità di crescita culturale ai cittadini e, allo stesso tempo, attrarre persone da fuori. Persone che forse non avrebbero mai visitato la città e che invece si ritrovano immerse nella straordinaria cornice della piazza in travertino, scoprendo un territorio attraverso la forza delle idee.

Un modello che dimostra come la cultura, se ben costruita, possa diventare leva di sviluppo, identità e apertura. Fermo lo fa con le mostre, anche se la ‘perdita’ di Sgarbi come gancio non è un dettaglio, e con il teatro, ma deve farlo con eventi propri, qualcosa che la caratterizzi tra tante altre città capaci di pianificare fiere e feste, oltre che stagioni con l’Amat.

Ne ha la forza, che sia con un rinnovo dell’attuale amministrazione o con chi vuole cambiarne la guida, ma Fermo deve trovare la sua strada. Essere learning city significa anche questo, osare e indirizzare il pensiero. Magari nel campo dell’inclusività, che ha tante sfaccettature  e che potrebbero davvero rendere Fermo un unicum.

*direttore www.laprovinciadifermo.com

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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