
ANCONA - "Prima hanno spalancato le porte all'immigrazione irregolare, difendendo Ong e accoglienza indiscriminata per anni, e oggi scoprono improvvisamente che la sicurezza delle città è un problema. Fa sorridere - se non fosse tragico - sentire la capogruppo del Pd Valeria Mancinelli parlare di insicurezza pur essendo figlia diretta delle politiche portate avanti dalla sinistra".
Così il capogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, Andrea Putzu, in replica alle esternazioni del capogruppo del Pd Marche, Valeria Mancinelli. "Quando Fratelli d'Italia denunciava il legame tra immigrazione incontrollata e degrado urbano - entra nel merito Putzu -, venivamo accusati di allarmismo o, peggio, di razzismo. Oggi la realtà smentisce clamorosamente quelle accuse: la gestione dell'integrazione dei migranti da parte del Pd e delle Onlus finanziate dai loro governi è stata un fallimento totale. Un sistema ideologico e assistenzialista che ha prodotto marginalità, assenza di regole e zone franche nelle nostre città, e che oggi presenta il conto con un'escalation di violenza e criminalità riconducibile anche a giovani migranti irregolari o di seconda generazione".
Per il capogruppo regionale di Fdi, "il risultato delle politiche del Pd è sotto gli occhi di tutti: integrazione mancata, sicurezza compromessa e cittadini lasciati soli a pagare il prezzo delle loro scelte sbagliate". "Oggi il governo Meloni - aggiunge - sta facendo esattamente il contrario: più assunzioni, più controlli, più presenza dello Stato nei quartieri, nelle stazioni, nei centri storici e nelle periferie. Se vogliamo spostare l'orizzonte a livello nazionale, la Mancinelli appare ancora più ipocrita come tutto il Pd per la contrarietà al centro migranti in Albania voluto dal presidente Giorgia Meloni. Una proposta concreta e coraggiosa per fermare gli ingressi illegali e smontare il sistema dell'accoglienza indiscriminata tanto caro alla sinistra".
Conclude Putzu: "Non si può predicare sicurezza e poi ostacolare ogni misura che serve davvero a prevenire il problema. La sicurezza non è uno slogan né una passerella, ma un diritto fondamentale dei cittadini, soprattutto dei più fragili. Servono regole chiare, certezza della pena, controllo del territorio e politiche di integrazione serie, non modelli ideologici che hanno già dimostrato di fallire. Il Pd, invece di fare polemica, dovrebbe avere l'onestà politica di riconoscere fino in fondo i propri errori".
