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Punto vaccini, il modello Porto Sant'Elpidio: medici amici e logistica. Il prefetto: "Nulla riesce per caso"

7 Aprile 2021

PORTO SANT’ELPIDIO – Spazio ideale per un centro vaccinale è quello di Porto Sant’Elpidio. Il parquet del palazzetto che ospita normalmente la squadra di basket è stato ricoperto. La segnaletica è chiara. E dopo l’accettazione, con misurazione della temperatura, si apre un percorso circolare.

Una serie di banchi, in stile concorso o esame di stato, sono posizionati in una metà campo. Sono quelli che servono per finire di compilare i moduli pre vaccinazione. Poi, una volta con le carte in mano si viene indirizzati al box del vaccino: “Somministriamo Pfizer e AstraZeneca” spiega la dottoressa Carpiceci, la vera artefice della macchina organizzativa che il sindaco Nazareno Franchellucci, affiancato dal vice Stacchietti, ha saputo agevolare.

Il primo giorno del centro vaccinale gestito interamente dai medici di medicina generale, con il supporto di una lunga serie di volontari, chi con divisa come la Protezione civile, chi con gilet riconoscibile come l’associazione ‘Vicino a te’, scorre sereno. Del resto, l’inizio è di quelli scoppiettanti: “Il primo vaccinato è stato un giovane, un 30enne che ha superato una brutta malattia e che alle 10, un’ora dopo aver avuto la prima dose di Pfizer, si è laureato in Economia. Lo prendo come un segno, non possiamo non andare bene ora” prosegue la Carpiceci.

Immancabile poi la Croce verde. Resta stupita la prefetta di Fermo, Vincenza Filippi, di fronte alla perfetta organizzazione: “Un percorso virtuoso di sinergia, che non è frutto di una decisione improvvisa, ma di un luogo lavoro consolidato negli anni”. Ed è proprio così, lo sa bene Franchellucci, mai come questa volta grato a qualcuno. “Il merito è tutto dei medici, della loro disponibilità umana ancora prima che professionale”.

Il segreto per la Carpiceci, che guida l’equipe territoriale, è uno: “Siamo amici, oltre che colleghi. Trovarsi tra noi 20 è stato facile. poi si sono aggiunti pediatri e odontoiatri oltre alle bravissime infermiere che ci ha garantito la copertavi va Res”. La squadra copre per ora i pazienti over 70, i fragili e 22 prenotati al giorno che invia la regione.

Mentre si parla le persone passano da una seggiola all’altra, la vaccinazione è la cosa più semplice. una puntura velocissima prima di sedersi nell’altra metà del campo da basket per attendere i canoni 15 minuti post somministrazione. “Qui vengono gli elpidiensi e i nostri pazienti – prosegue la Carpiceci – ma è chiaro che non mandiamo via un anziano che si presenta, con una buona motivazione. La logica è favorire la vaccinazione”.

La squadra si è anche allargata, visto che alcuni medici di Sant’Elpidio a Mare hanno deciso di portare la propria base al palasport elpidiense. “Mentre i restanti hanno scelto di agire nel proprio ambulatorio” precisa Livini che annuncia: “Montegranaro dal 12 è operativo, come lo è fino al 14 per ora Amandola e come lo sarà, sono certo, quanto prima Petritoli. Questa città ha fatto da traino, un’organizzazione modello per tutta la provincia”.

Il primo giorno la vaccinazione è proseguita per tre ore: 60 i vaccinati, ma il potenziale è di duecento a pieno regime. “Se arriveranno i vaccini, noi saremo pronti. Ora sappiamo che ne facciamo circa 400 a settimana” ribadisce la Carpiceci muovendosi dentro il palasport, immenso e ben organizzato.

Raffaele Vitali

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