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Provinciali, il centrosinistra non si presenta. Torresi: "E poi parlano di partecipazione, non si corre solo se si può vincere"

3 Marzo 2026

FERMO – Tra dieci giorni si vota per il presidente della Provincia. Da un lato Michele Ortenzi, presidente uscente in quota centrodestra, dall’altra…nessuno.

“In un’epoca in cui tutti parlano di partecipazione, competizione, alternativa, il centrosinistra ha un approccio disarmante per sincerità: niente slogan, niente conferenze stampa infuocate, niente appelli all’ultimo voto utile. Solo una presa d’atto preventiva della sconfitta” sottolinea Mauro Torresi, sindaco reggente di Fermo.

La sua è una disamina dura della realtà e soprattutto della scelta dell’attuale minoranza: il realismo rinunciatario.

“Le provinciali non sono le elezioni più amate dal grande pubblico, ma hanno un peso, un significato politico. Rinunciare a presentare un candidato è rinunciare a misurarsi, a contarsi, a mandare un segnale. La giustificazione del “tanto non ci avrebbe votato nessuno” ha un fascino quasi matematico. Se la sconfitta è probabile, perché correre? Se il risultato è incerto, meglio non rischiare. È una logica impeccabile, almeno fino a quando non si applica anche alle prossime comunali, che distano appena pochi mesi. Perché, a ben pensarci, ogni elezione comporta un rischio. Ogni competizione può finire male. È la natura stessa della democrazia: si partecipa per vincere, ma si accetta la possibilità di perdere” prosegue Torresi.

Quello che critica è “lo scendere in campo solo quando si è sicuri del risultato. La politica è testimonianza, costruzione, presenza. È dire “ci siamo” anche quando il vento soffia contro. Soprattutto quando soffia contro”. Per il sindaco del capoluogo è come se “si volessero concentrare le energie dove conta di più. Ma la politica è fatta anche di simboli, di segnali, di fiducia. E la fiducia si costruisce partecipando, non sottraendosi”.

Chissà se le parole di Torresi sono anche un messaggio ai partiti del centrodestra in vista delle elezioni di Fermo, indecisi se correre da soli o meno dopo il no del civico Scarfini all’accordo, visto che poi aggiunge: “Candidarsi e perdere avrebbe potuto essere un atto di forza. Un modo per dire: non ci tiriamo indietro. Perché a volte una sconfitta combattuta rafforza più di una vittoria annunciata altrove. In fondo, il rischio più grande non è perdere un’elezione. È abituarsi all’idea che non valga la pena provarci”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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