
AMANDOLA – In attesa che si completi la ricognizione avvista da Uncem Marche nei comuni montani colpiti dal maltempo, Amandola gioca d’anticipo e chiede alla Regione Marche il riconoscimento dello stato di calamità.
Sul tavolo, nel report preparato dal sindaco Adolfo Marinangeli ci sono 15 frane sparse su tutto il territorio, tra cui quella che ha colpito la statale 210 che l’Anas ha deciso di riaprire con il senso unico alternato i modo da rendere meno isolata la città dei Sibillini. Soprattutto in questi giorni importanti anche per il turismo.
Perché, frane a parte, Amandola è pronta con le sue attività commerciali e i suoi musei, i suoi percorsi adatti per bambini e le bici elettriche, ad accogliere i visitatori. In azione è entrata anche la Provincia di Fermo, con il personale che ha effettuato diversi sopralluoghi definendo già una serie di interventi, in particolare nella zona della variante.
Prosegue così la ricognizione tra criticità idrauliche e idrogeologiche, danni alla viabilità, agli edifici pubblici e privati, alle reti dei servizi essenziali e le situazioni di rischio per la popolazione. “Non possiamo perdere altro tempo – dichiara Giuseppe Amici, presidente di Uncem Marche –. I Comuni montani e i territori delle aree interne stanno pagando ancora una volta un prezzo altissimo agli eventi atmosferici estremi. Per questo abbiamo chiesto una ricognizione puntuale dei danni: serve una fotografia precisa e immediata della situazione, indispensabile per sostenere con forza presso la Regione la richiesta di fondi straordinari per il ripristino del dissesto idrogeologico, della viabilità e delle infrastrutture colpite”.
