
PORTO SANT’ELPIDIO – Guerra in Ucraina, crisi in Medio Oriente, nuovi equilibri di potere tra grandi potenze: lo scenario internazionale appare sempre più instabile e frammentato. In questo quadro complesso, interrogarsi sul significato e sulla praticabilità della pace non è un esercizio teorico, ma una necessità politica concreta.
«La pace non è solo un’opzione etica, è una necessità pratica. Tutte le alternative sono infinitamente peggiori» afferma l’ambasciatore Pasquale Ferrara, tra i più autorevoli esperti italiani di diplomazia e relazioni internazionali.
Proprio attorno a questa riflessione ruoterà l’incontro pubblico Quale pace? Tra egemonia globale e democrazia internazionale, in programma giovedì 19 febbraio 2026, alle ore 21, al Ristorante Il Gambero di Porto Sant’Elpidio.
L’iniziativa è promossa con il patrocinio del Comune di Porto Sant’Elpidio e realizzata in collaborazione con Agorà Odv, AIPEC, Economia di Comunione, Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo e Città Nuova.
Ferrara, docente di Diplomazia presso la LUISS, è stato inviato speciale per la Libia e ambasciatore in Algeria, con una lunga esperienza maturata tra Washington, Bruxelles, Santiago del Cile e Atene. A moderare la serata sarà la giornalista Sonia Amaolo.
Il dibattito prenderà le mosse dal suo ultimo volume, Cercando un Paese innocente (Città Nuova), un saggio che intreccia storia della diplomazia e filosofia politica. Nel testo, l’autore dialoga idealmente con pensatori come Tucidide, Niccolò Machiavelli, Thomas Hobbes, Francis Fukuyama, Papa Francesco e Albert Camus, proponendo una rilettura del cosiddetto “realismo” nelle relazioni internazionali.
Secondo Ferrara, l’idea che la pace sia un’utopia e la guerra una necessità sarebbe frutto di una visione distorta del realismo politico.
Al contrario, la pace può diventare una strategia operativa fondata su cooperazione, responsabilità e pratiche condivise tra Stati e comunità internazionali.
Un cambio di paradigma che chiama in causa non solo i governi, ma anche la società civile, il mondo economico e culturale.
L’incontro si propone come un’occasione di approfondimento aperta alla cittadinanza, con spazio per interventi e domande. Un momento di confronto pubblico su uno dei temi più urgenti del nostro tempo, nella consapevolezza che, di fronte alle crisi globali, la pace non rappresenta una scelta debole, ma una prospettiva politica da costruire con realismo e coraggio.
