
PORTO SANT’ELPIDIO – C’è un angolo di costa marchigiana dove il lunedì sera d’inverno non è sinonimo di serrande abbassate e noia da provincia. Alla pasticceria La Petite di Porto Sant’Elpidio, il profumo di cioccolata calda e biscotti appena sfornati si mescola, da ormai un anno, al suono delle parole e al dibattito intellettuale. L’iniziativa, nata dalla visione del proprietario Marco Baldassarri, della professoressa e bookblogger Patrizia Baglioni e del Prof. Franceschelli, ha trasformato un locale d'eccellenza in quello che i frequentatori abituali definiscono un vero e proprio “luogo antropologico”. Un’espressione che descrive una realtà capace di andare oltre il commercio per farsi fucina di idee e progetti, come il fortunato format “E se Dante fosse natu ecco”. L’obiettivo del ciclo di incontri, che si tiene due lunedì al mese alle ore 21:30, è chiaro: dimostrare che il territorio fermano non è solo un motore economico legato all'industria, ma un bacino ricchissimo di artisti, scrittori e creativi. In un’epoca di socialità digitale, La Petite propone una controtendenza fatta di convivialità reale, dove il pubblico dialoga con gli autori davanti a una tisana o alle celebri torte originali di Baldassarri. "Vogliamo valorizzare le personalità di un territorio che ha molto da dire," spiegano gli organizzatori. "Il lunedì diventa così lo spazio del possibile, l'incontro che non ti aspetti."
Il calendario di febbraio si preannuncia denso di emozioni.
Lunedì 16 febbraio, alle ore 21:30, la prof.ssa Patrizia Baglioni vestirà i panni dell'autrice per presentare la sua nuova raccolta di poesie, Rondini di rugiada (Firenze Libri, collana Fuori Stagione). Un'opera che promette di indagare le pieghe dell'anima con la stessa delicatezza del titolo. Per l’occasione la scrittrice sarà in dialogo con il Prof. Riccardo Santarelli.
Lunedì 23 febbraio, alle ore 21:30, sarà la volta dell’Avv. Francesco Capitani con il suo Dizionario dell’abbandono (Ediciclo Editore). Un viaggio letterario tra luoghi dimenticati e memorie da recuperare, perfettamente in linea con lo spirito di riscoperta della rassegna.
In un'Italia che spesso dimentica i suoi centri minori, l'esperienza de La Petite brilla come esempio di come la cultura possa (e debba) abitare i luoghi della quotidianità, rendendoli presidi di bellezza e confronto.
