
PORTO SAN GIORGIO – Non sarà Michele Amurri a dettare la linea politica che dovrà portare il Partito Democratico a riprendersi la guida della città di Porto San Giorgio. Il suo compito, è terminato. Peer scelta e anche perché, sottolinea Amurri, serve ancora più impegno.
La decisione di Amurri, però, non avrà impatti negativi sul Pd sangiorgese, “perché il direttivo si sa già confrontando e nei prossimi giorni uscirà il nome del mio successore” anticipa l’ex segretario. Per cui, nessun rischio commissariamento. “Questa città – riprende Amurri – tre poco più di un anno dovrà andare al voto, serve la giusta energia per affrontare questa fase”.
Per Amurri si chiude un percorso durato cinque anni, uno in più dei canonici quattro. Voleva aspettare il congresso, ma i rinvii l’hanno spinto s cedere prima lo scettro. “Voglio che il partito abbia la giusta propulsione per affrontare le prossime impegnative sfide. Lascio un circolo molto più unito e forte di quando l’ho preso in mano, nonostante il “vento contro” che spira verso il PD a tutti i livelli e le difficoltà anche logistiche, avendo perso la storica sede, che abbiamo avuto in questi anni”. Non ha dubbi sulla solidità del percorso tracciato: “Abbiamo ricreato le condizioni di unità e collaborazione che negli anni si erano perse. Oggi il Partito ha tutti gli strumenti e la strada pienamente avviata per una successione alla carica di segretario, naturale ed autorevole, che sarà l’arma in più da utilizzare nei prossimi anni, a partire dalle elezioni amministrative del 2027”.
