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Pochi e coraggiosi, i calzaturieri credono nel Micam. "La scarpa va toccata, ma i buyers hanno budget bassi"

15 Settembre 2020

di Francesca Pasquali

FERMO – Poche, rispetto agli anni passati, e coraggiose. Sono le 84 aziende marchigiane (la metà dell'edizione di febbraio, ndr) che parteciperanno all’edizione autunnale del Micam, la prima in era Covid 19. La fiera di Milano, «la più importante del mondo», si farà in presenza. E già questa è una buona notizia, affatto scontata. La 90esima edizione della kermesse dedicata alle calzature parte domenica e si conclude mercoledì, in piena settimana della moda milanese.

Tra i momenti più attesi, il convegno (il 22) con la sottosegretaria allo Sviluppo economico, Alessia Morani. Quando i calzaturieri fermani andranno in pressing per chiedere di estendere la decontribuzione del costo del lavoro alle aziende dell’area di crisi fermano-maceratese. «Lotteremo al fianco delle associazioni di categoria e degli imprenditori per far sì che questo distretto non abbia l’ultima mazzata. La disuguaglianza tra sistemi imprenditoriali decreterebbe la fine di alcuni territori» dice carico il presidente della Camera di commercio unica, Gino Sabatini, riferendosi al decreto sud che sgrava il lavoro del 30% dall’Abruzzo in giù.

«Siamo felici di riprendere in presenza, ma sappiamo che tanti buyers non verranno. Saranno giorni importanti in cui cercheremo di aiutare l'export che, nel Fermano, ha una flessione di oltre il 27%, pari a 400 milioni in meno», prosegue. Di compratori ne sono attesi circa cinquemila. Ci saranno anche i russi, grazie all’accordo siglato con Assocalzaturifici. Poco meno dei due terzi delle aziende partecipanti (il 62%) è del Fermano-Ascolano (Montegranaro, Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare, Monte Urano, Falerone, Monte San Pietrangeli, Fermo, Grottammare, San Benedetto e Ascoli). Il resto (32%) appartiene al Maceratese.

«Fino a pochi mesi fa, gli eventi fieristici in presenza erano tra i più difficili da pensare di organizzare. È già un successo poter parlare del Micam in presenza», le parole del segretario generale della Camera di commercio unica, Fabrizio Schiavoni. «Dalla mezzanotte di oggi – continua –, circa un terzo delle camere di commercio d’Italia sono commissariate. Negli auspici del governo, si dovrebbe arrivare a sessanta camere. Un percorso che non riguarda le Marche, che sono riuscite a costituirne una unica, perfettamente funzionante». E pronta a finanziare eventi come il Micam, mai come quest’anno conveniente per le imprese.

"Sarà tutto nuovo – aggiunge il presidente di Confindustria Fermo, Valentino Fenni –, un’occasione concreta per le nostre aziende di dare un segnale forte di vitalità e coraggio. Siamo circa il 20% degli espositori, per questo dobbiamo essere ascoltati. Abbiamo cinque padiglioni. Speravamo di aprirne di più, ma il fatto di essere in fiera è già fondamentale. Di toccare una scarpa e provarla, il compratore non può fare a meno".

Delle 84 aziende marchigiane in fiera, 21 sono di Montegranaro. Si dice «preoccupata e speranzosa», la sindaca Ediana Mancini. «Sappiamo che sarà un Micam diverso. Saremo pochi, ma coraggiosi. Qualche anno fa, ottanta aziende erano solo le nostre. Speriamo di superare questo momento di pausa, per riprendere il contatto fisico tra imprenditori e buyers. Bisogna irrorare un terreno ancora fertile, nonostante la desertificazione avvenuta in questi anni». Parole di speranza, di chi non vuole arrendersi.

Simone Del Gatto, di Confartigianato Marche Sud, e il presidente di Cna Fermo, Paolo Silenzi, sono tra gli 84 imprenditori che hanno blindato un posto al Micam. «La speranza – dice il primo – è di tornare a casa con la consapevolezza che i nostri clienti non ci hanno abbandonato. Ci aspettiamo un’edizione di conferma, non di crescita». Il secondo è da poco tornato dalla Gds di Düsseldorf. «C’è forte preoccupazione per la stagione che andiamo ad affrontare. Il problema – fa sapere – non saranno tanto le presenze, quanto il budget di acquisto dei buyers. Speriamo in una stagione di contenimento. Per il prossimo invernale siamo sicuri che ci sarà un trend più che positivo. Dobbiamo cercare di scavallare questa stagione che sarà molto difficile».

«Occorre fare squadra – la chiosa di Carlo Cipriani di Confindustria Macerata –, perché le risorse stanno arrivando. Occorre un piano strategico che aiuti le piccole imprese a migliorare la digitalizzazione e puntare su una loro crescita dimensionale».

redazione@laprovinciadifermo.com

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