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Piccolo prezzo, grande progetto: 30mila euro per rendere casa Dondero il museo della cultura. Raccolta fondi: ecco l'iban per donare

14 Giugno 2024

di Raffaele Vitali

ALTIDONA – Le porte della fotografia si aprono nel segno di Mario Dondero. È il nome più famoso, tra quelli in archivio, ma non è il solo all’interno della Fototeca Provinciale di Altidona che si prepara a un’estate intensa, perché il 2024 è un anno cardine. O lo diventerà se l’ambiziosa idea di acquistare la casa di Mario Dondero, nel cuore di Fermo in vicolo Zara, andrà in porto.

Cento metri quadri sotto il Girfalco dove il grande reporter aveva deciso di passare l’ultima parte della sua vita, nella città che alla storia univa la vicinanza al mare. Quattrocentomila scatti e duecento quaderni di appunti a mano conservati ad Altidona in quello che è diventato un ‘archivio di interesse nazionale’. Questo è il potenziale dell’uomo che fotografa i potenti, senza mai distogliere l’obiettivo dagli ultimi.

IL PROGETTO CASA

Con i figli di Mario Dondero, divisi tra Milano, Parigi e la Provenza, da anni c’è un dialogo aperto sulla gestione della casa di Dondero. “Sono intenzionati a vendere l’abitazione, noi ci siamo mossi lanciando un appello pubblico per l’acquisto con l’obiettivo di mantenerla come luogo di interesse culturale. Ma il comune di Fermo non è interessato. E così – spiega Pacifico D’Ercoli, responsabile della fototeca - ora ci riproviamo, partendo dall’impegno dei volontari, da Annalisa ad Arialdo fino a Fernando per citarne alcuni”.

L’idea è semplice quanto complessa. “La compreremo noi, attraverso una sottoscrizione pubblica, puntando sule donazioni. Nell’ultimo anno abbiamo studiato il sistema di ipotesi di acquisto con assenso scritto dei figli che la venderebbero a noi per 30mila euro, visto il fine ‘pubblico e culturale’. Poi speriamo di raccoglierne di più per poter avviare anche interventi di manutenzione. E magari potremo usufruire anche del bonus casa”. Quel che è certo è che i tre piani tra i vicoli del capoluogo di Fermo, i figli vorrebbero restassero legati alla memoria del padre. E epr questo la asa la cedono a un prezzo bel al di sotto di quello di mercato.

“Sono molto felice di questa possibilità di dare continuità alla presenza di Mario a Fermo. Lui l’ha amata, l’ha scelta. Ci sono entrate centinaia di persone, che hanno memoria dei suoi risotti alla milanese, dei suoi libri e del coniglio crudo (sorride) che serviva. Un luogo di accoglienza, per tutti, emarginati di Fermo inclusi. Una casa che non ha però confort e che va oltre ogni abitudine borghese che ci caratterizza. Una casa che va quindi conservata per la sua unicità e per la memoria di Fermo” aggiunge Laura Strappa, compagna degli ultimi anni del grande reporter. E questo vale anche per la tomba, che andrebbe salvaguardata.

LA DONAZIONE

È partita la raccolta con un conto coerente dedicato alla Carifermo, con destinazione dichiarata, che permette anche il recupero fiscale del 30% della donazione che deve essere liberale. Il termine ultimo per donare è il 31 ottobre 2024. Servono 30mila euro, ognuno può donare quello che vuole, poi la speranza è che qualche imprenditore si faccia avanti con somme più sostanziose. Per tutti, comunque, l’iban è IT96T0615069640CC130120838

L’ARCHIVIO

In ogni caso, l’archivio Dondero resterà ad Altidona, per la gioia della sindaca Giuliana Porrà che da quando è stata eletta ha supportato la fototeca. In cambio? Due volumi storico – fotografici realizzati sul comune di Altidona. “E’ un modo di restituire a quello che diamo”. Ci crede davvero la Porrà: “L’associazione continua a proporre cose, dobbiamo essere sempre pronti a rispondere. C’è grande stima. Riguarda Fermo la casa, ma lo sentiamo nostro il progetto. L’eleganza, la libertà e il fascino di Dondero sono ancora presenti nelle piazze di Altidona, dove abbiamo spesso mangiato insieme inaugurando fotografie. Lo sentiamo nostro, cercheremo anche un modo per contribuire, magari con eventi per raccolte fondi. Il filo tra Altidona e Fermo si consoliderà”.

GLI SPAZI DI ALTIDONA

Il sogno di Pacifico and Friends si va consolidando. “Siamo diventati una Aps, abbiamo cambiato il nome in Altidona Belvedere centro di documentazione cultura fotografica. La Fototeca Provinciale è cresciuta con la speranza che la struttura prendesse una sua autonomia. Ora il cambiamento giuridico, ma non operativo. È nata anche una biblioteca, grazie a Cristiana Iommi, che è entrata nella rete e conta su un patrimonio di 4mila volumi, di cui una parte consistente dedicata alla fotografia”.

E poi c’è una camera oscura professionale, “in cui vogliamo coinvolgeremo stampatori professionisti, magari con delle residenze”. L’obiettivo è anche quello di attivare dei corsi, dal restauro fotografico alla stampa chimica, sviluppando così un progetto di turismo che destagionalizza, tra primavere e autunno. “Si potrà creare con il comune un albergo diffuso nel centro storico”.

LE ISTITUZIONI

Per conoscere il progetto ambizioso che lancia Pacifico D’Ercoli è arrivato ad Altidona anche il Sovrintendente archivistico e bibliografico delle Marche, Benedetto Ligi Compagnoni: “Una iniziativa meritoria. All’Archivio Dondero, il ministero della Cultura ha riconosciuto i progetti di restauro e digitalizzazione dell’archivio. Un finanziamento che speriamo venga poi bissato per proseguire. L’aspetto archivistico è meritevole. Questa è una realtà unica. Per quanto riguarda la casa, è stata dichiarata casa d’artista? Pensateci”. Ora in fase di valutazione c’è un progetto per fondi per la ricerca, solo che sono tante le domande presentate dalle Marche.

Quel che è sicuro è che i volontari si attenderebbero un supporto del Comune di Fermo, “oggi non presente ma invitato. Noi vogliamo creare a Fermo una casa della cultura, da usare al meglio con il Comune entrando nella rete dei musei”.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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