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Pescherecci in mare, finito il blocco. Prandini: serve una 'carta del pesce' al ristorante

16 Settembre 2020

PORTO SAN GIROGIO – Di nuovo pesce fresco dell’Adriatico sulle tavole degli italiani. Si è concluso il fermo biologico nel tratto tra San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) e Termoli (Campobasso), l'ultimo a riprendere le attività dopo che il 6 settembre era terminato il blocco da Trieste ad Ancona e il 29 agosto quello tra Bari e Manfredonia.

“Il ritorno alle attività dell'intera flotta adriatica – spiega Impresapesca Coldiretti - riporta sui mercati il pesce fresco 100% Made in Italy, in alternativa a quello congelato che, in 9 casi su 10, arriva dall'estero, facendo diminuire il rischio di ritrovarsi prodotto straniero nel piatto per grigliate, zuppe e fritture, soprattutto al ristorante dove il pescato viene servito già preparato”.

Resta fondamentale la trasparenza dell'informazione ai consumatori dal mare alla tavola estendendo l'obbligo dell'indicazione di origine anche ai menu dei ristoranti con una vera e propria 'carta del pesce’.

Questo chiede il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, nel sottolineare che “passi in avanti sono stati fatti sull'etichettatura nei banchi di vendita, ma devono ora essere accompagnati anche dall'indicazione della data in cui il prodotto è stato pescato”.

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