
di Raffaele Vitali
PESARO – Prima il nervosismo, poi la lucida forza. Pesaro soffre ma non traballa, alla fine accelera e Cremona deve arrendersi.
Il piano partita degli ospiti è semplice: non far respirare Matteo Tambone. Per riuscirci, coach Luca Bechi affida la stella pesarese a Tommaso Vecchiola. Il figlio di Montegranaro, cresciuto sotto la regia tecnica dell'ex play di Sutor e Armani Luca Vitali, non si tira indietro e toglie aria al terminale offensivo della VL.
Il ritmo è alto, i contatti sono tanti. Gli arbitri scelgono il metro Eurolega, che piace più agli ospiti. Pesaro spadella da tre punti, 1/5 nel primo quarto, e si affida per cinque minuti a Miniotas, bravo a trasformare i rimbalzi in attacco che si guadagna.
La palla gira meno del solito e quando accade, purtroppo, Bertini trova solo il ferro. Quirino De Laurentiis fa il lavoro sporco, ma non vede un pallone in attacco e così si spiega il break finale di Cremona, uno 0-8 che vale il sorpasso sulla sirena (18-21).
L’obiettivo di Cremona, quello di non far segnare Tambone, trova compimento dopo due minuti di secondo quarto. Il play sbaglia l’ennesima entrata, dopo un altro contatto duro subito questa volta da Allen, e sull’azione successiva insegue proprio l’americano e gli si fionda addosso, commettendo un violento fallo. Gli arbitri fischiano, Allen letteralmente impazzisce e prova a raggiungere Tambone, finendo per spostare anche l’arbitro. Intervengono i compagni, poi il trio in grigio. Si alzano i pugni, è il simbolo dell’espulsione. Tambone va negli spogliatoi con il suo 1/5. Sembra finita, ma dopo pochi secondi, anche Allen esce. Fallo e reazione sono puniti allo stesso modo.
Il nervosismo diventa protagonista per qualche minuto, anche perché gli arbitri non cambiano metro, arrivare al ferro di Cremona è difficilissimo e quando tiri 1/10 da tre, come sta facendo Pesaro, si spiega perché la partita è in equilibrio. La calma, a dire il vero, torna e il basket cresce, soprattutto quello di Garrett in casa Cremona.
Bucarelli trova un varco, 29-27, subito imitato con classe da Vecchiola che porta a spasso la difesa e con un paio di cambi di mano va ad appoggiare in solitaria prima dell’intervallo lungo, che serve a tutti per riordinare le idee (36-35).
Senza Tambone e senza Allen, i due allenatori ridisegnano i quintetti e cambiano i minutaggi. Leka si attende una reazione da Bertini, impalpabile fino all’intervallo, e più coinvolgimento dei lunghi da parte dei piccoli, viste le mani gelate da fuori area.
Pesaro è nervosa, accelera, ragiona meno e nascono così una serie di tiri meno puliti del solito. Cremona non alza mai le gambe, è sempre pronta a chiudere le penetrazioni, mettendo il fisico anche con i piccoli. Come se non bastasse, nel terzo quarto entra in striscia Panni, uno che l’A2 la frequenta da un decennio. Questo compensa il leggero calo di Garret, altrimenti immarcabile.
Leka prova a giocare anche senza play, per dare qualche secondo a Bucarelli, ma la prestazione di Jazz Johnson resta insufficiente anche nel terzo periodo. Non prende tiri, esita, non salta mai l’uomo. E quel che è peggio, non incide in difesa. Idem, ancora, per Bertini. Detto questo, la VL chiude sul 50-52 pur tirando 2/12 da tre punti. Merito di Miniotas, che purtroppo continua a sbagliare troppi liberi.

Pronti via e Panni perde palla, Trucchetti ringrazia e segna due facili. A seguire il sussulto di Bertini, che finalmente brucia l’avversario e arriva al ferro. Si sblocca così il numero 5, che poi aggiunge un 3/3 da tre punti su ingenuo fallo di Garret. È così che la VL Pesaro ritrova i cinque punti di vantaggio. Che durano fino al 7’, quando Bechi chiama il suo terzo time out in tre minuti. Merce rara nel mondo della pallacanestro, ma come dice bene da bordo campo coach Mauro Procaccini: “Ognuno conosce i suoi giocatori’.
Ma forse Bechi ha sottovalutato i giocatori di Pesaro e uno in particolare: Bertini. Che dopo uno scambio di palle perse e canestri segnati tra Vecchiola e Bucarelli, si accende: per lui la zona è come il rosso per un toro. In un amen tre tiri da tre punti che trovano la retina. Queste giocate, insieme con la tripla di Maretto dall’angolo e il tiro killer di Bucarelli post time out di Leka, creano un break inaspettato in un match andato avanti punto a punto.
Volando sul +13, Pesaro può rilassarsi e godere di una vittoria al termine di un match fisico, giocato senza Tambone e praticamente senza Johnson, trovando la forza di rimettere in partita giocatori come Bertini e Maretto, per trenta minuti meno incisivi soprattutto in attacco e poi diventati decisivi.
Finisce 76-64 tra gli applausi e la conferma del primo posto in classifica dei biancorossi. Che già si proiettano alla sfida di venerdì in Coppa Italia.
