
CENTO – Ha rischiato lo scherzo di carnevale la Victoria Libertas Pesaro a Cento. Ma perdere questa partita sarebbe stato veramente un suicidio (74-80). Per 34 minuti la squadra di Leka domina, anche se il terzo quarto è stato insufficiente, regalando anche azioni di qualità, con canestri arrivati dopo cinque passaggi.
Poi, però, il black out, prima difensivo e poi offensivo, con Cento che sale sulle spalle di un immenso Davis IV. Non trova contromisure Pesaro al talento americano di coach Di Paolantonio. Non merita la classifica attuale la squadra emiliana, che dimostra di avere grinta e anche qualche bel giocatore.
Pesaro, da par suo, per ora non cambia musica, perché Jazz Johnson è un pesce fuor d’acqua e stranamente non riesce a segnare neppure un canestro e dire che i ferri dovrebbero essere alla stessa altezza di quando giocava a Pistoia. Pazienza, crescerà. Intanto un paio di penetra e scarica decenti li ha fatti vedere.
Pesaro deve ringraziare l’inizio spettacolare di Virginio (17-27), che piedi a terra è tornato il cecchino delle prime giornate. Deve dire bravo a Maretto per il lavoro a rimbalzo. Deve godersi il lampo di Bertini, due triple consecutive nel difficilissimo inizio del quarto periodo (54-62).
L’incapacità di chiudere il match è qualcosa su cui riflettere, perché se Cento non avesse sbagliato qualche pallone di troppo sul -5, forse si sarebbe raccontata un’altra storia. Nei minuti chiave Tambone ha preso in mano il gruppo, supportato da Miniotas che è stato costante nel corso del match, bene anche ai liberi con un 4/6 decisivo. Sono loro i canestri negli ultimi cinque minuti di partita, tolta una tripla di Bucarelli.
Leka resta così in vetta e digerisce meglio i quattro punti ‘scippati’ dal fallimento di Bergamo che hanno cambiato la classifica. Mercoledì, a Cividale, si giocherà una fetta importante di campionato, soprattutto dopo il ko della squadra di Pillastrini a Milano nell’altro anticipo.
