
PORTO SANT’ELPIDIO – Tirato in ballo da due segretarie di circolo, l’ex numero uno del Pd della provincia di Fermo, Luca Piermartii, chiarisce la sua posizione.
"Finora sono rimasto in silenzio, nessuno deve permettersi di addossarmi colpe non mie. Se è arrivato il commissario è dovuto all'incapacità di trovare una sintesi. Sono rimasti bloccati da logiche personali e di corrente, proprie quelle che ho combattuto nel corso del mio mandato, proprio quelle per cui si è scelto di ostacolare un percorso di cambiamento”.
Secondo Piemartiri “se vogliamo parlare di responsabilità, io sono l'unico ad essersele assunte: non ho accettato proroghe, non mi sono ricandidato e ho rimesso il mio mandato, a differenza di chi resta ancora lì. A quali logiche personali si fa riferimento? Ricordo che, in quanto segretario di federazione, non ho voluto candidarmi alle regionali, proprio per non essere elemento di divisione. Quanti altri segretari possono dire lo stesso?”.
L’ex segretario inizia poi a togliersi dei sassolini. Il primo riguarda Sant’Elpidio a Mare e i due apicali del partito, Alessandrini e Marziali: “Quante selezioni hanno perso? La prima imponendo il nome dello stesso Alessandrini, la seconda scaricando il candidato scelto per andare con uno di destra. Alla fine sono stato segnalato io per aver sostenuto una coalizione di centrosinistra, quando erano loro a doversi dimettere”.
Ne ha anche per Montegranaro: “E’ la città che ha accumulato più ruoli nel partito. “Ricordo che Montegranaro ha espresso una candidatura alle regionali con il ruolo di capolista e che la medesima persona occupa svariati posizioni nel PD Marche, senza particolari meriti. Vorrei inoltre far presente che il circolo esprime un consigliere provinciale, inserito dal sottoscritto nella lista per le provinciali, e che la stessa Ercolani fa parte della commissione di garanzia regionale. Quindi... da cosa si sentono esclusi precisamente?”.
Se non sarà tirato in ballo di nuovo, Piermartiri d’ora in poi parlerà solo della sfida che sta conducendo, quella per il Comitato del NO al referendum sulla giustizia “con cui abbiamo già riempito una volta il Gigli a Porto Sant’Elpidio”.
