
FERMO - Assessora, le associazioni ambientaliste hanno sollevato diverse perplessità sul progetto. Come risponde?
«Ben venga il dialogo con le associazioni. Tuttavia, deve essere chiaro un punto: è lontana da noi qualsiasi intenzione di stravolgere il Parco del Girfalco. Respingo questa lettura, prima ancora che da assessore, da cittadina e da professionista. Il progetto non snatura il luogo, ma mira a migliorarlo e valorizzarlo, nel pieno rispetto del suo valore identitario».
Quindi nessuna trasformazione radicale del parco?
«Dispiace che sia passata questa idea. L’azione amministrativa è orientata al miglioramento, sempre nell’interesse della collettività, della storia e del significato dei luoghi. Il nostro è un intervento misurato e rispettoso».
Su quali basi è stato costruito il progetto?
«L’impostazione si fonda su un principio conservativo molto chiaro: salvaguardare e valorizzare l’assetto esistente. Il progetto è stato esaminato e approvato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che è l’ente preposto alla tutela. Parliamo di una riqualificazione attenta».
C’è anche un recupero storico del parco?
«Sì. Il progetto riporta una parte del Girfalco alla sua configurazione originaria di fine Ottocento. Un esempio è l’ovale attorno al grande cedro, oggi riconoscibile solo dai fusti dei pini, ma documentato in rilievi storici del 1915 conservati in Comune».
L’intervento rientra in una strategia più ampia?
«Fa parte della strategia “Soft Blue Fermano”, finanziata con fondi ITI Urbani 2. L’obiettivo è promuovere processi di riqualificazione green e migliorare la qualità della vita urbana, anche attraverso nuovi spazi verdi e una maggiore accessibilità, eliminando le barriere architettoniche».
Cosa succederà al giardino all’italiana vicino alla fontana?
«Non ci saranno modifiche alla natura delle superfici, resteranno le stesse metrature».
Uno dei punti più discussi riguarda il verde. Verrà ridotto?
«Al contrario. Il progetto aumenta in modo significativo le superfici verdi e permeabili. Oggi gran parte dell’area è composta da ghiaia compattata, che di fatto è quasi impermeabile. Interverremo proprio per migliorare questa situazione».
Entriamo nel dettaglio dei numeri. Cosa cambia concretamente?
«Attualmente abbiamo 590 metri quadrati di superfici permeabili, 2961 di superfici semipermeabili e 170 impermeabili. Dopo l’intervento, le superfici permeabili saliranno a 3083 metri quadrati, con prati, aiuole e percorsi drenanti. Le semipermeabili scenderanno a 234 e le impermeabili saranno 420, limitate ai giochi e ai percorsi di collegamento».
Ci saranno anche interventi per l’accessibilità?
«Sì, è un aspetto centrale. I camminamenti saranno realizzati in graniglia di marmo, per garantire sicurezza, durabilità e accessibilità a tutti, comprese le persone con difficoltà motorie e ipovedenti».
Qual è il risultato finale che vi proponete?
«Trasformare un’area oggi caratterizzata da ghiaia compattata in uno spazio più naturale, drenante e di qualità. Le superfici verdi aumenteranno di cinque volte, mentre quelle meno permeabili si ridurranno dell’80%. L’obiettivo è restituire al Girfalco il suo ruolo di grande spazio pubblico della città».
Sono previsti ulteriori interventi?
«Intendiamo inserire una segnaletica storico-archeologica per valorizzare il patrimonio culturale e trasmettere la memoria dei luoghi. È un aspetto emerso anche durante l’assemblea pubblica».
E sul fronte delle modifiche al progetto?
«Varianti non sostanziali potranno essere valutate in corso d’opera, anche attraverso il confronto con i soggetti coinvolti, se emergeranno esigenze migliorative, sempre nel rispetto della normativa».
