
AMANDOLA - Prosegue il lavoro dell’Ast Fermo e dell’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, per rafforzare e ampliare i servizi dell’ospedale dei Sibillini “Beato Antonio di Amandola”, struttura strategica per l’assistenza sanitaria delle aree interne.
“Ho condiviso con il sindaco di Amandola, ing. Adolfo Marinangeli – la dichiarazione dell’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro – tutte le attività messe in campo per incrementare i servizi al cittadino nel nuovo ospedale dei Sibillini, dal potenziamento dei servizi alla ‘iniezione’ di ulteriore personale sanitario”.
Tra gli interventi già avviati, nei giorni scorsi è stata ultimata la gara, ora in fase di aggiudicazione, per i lavaendoscopi. Un passaggio fondamentale che consentirà, entro due settimane, l’avvio dei lavori per l’endoscopia. L’obiettivo è rendere il servizio pienamente operativo tra aprile e maggio, ampliando in modo significativo l’offerta diagnostica del presidio.
Sul fronte del personale e dei posti letto, un ruolo decisivo è svolto dall’aumento del tetto di spesa sul personale individuato dalla Regione Marche, in sinergia con l’Assessorato alla Sanità. Dopo la chiusura del bilancio di previsione e la definizione del piano occupazionale, la direzione dell’Ast Fermo punta a un ulteriore rafforzamento della struttura.
È infatti intenzione dell’azienda sanitaria implementare di 20 nuove unità i posti letto della RSA dell’ospedale di Amandola. Parallelamente, è previsto il potenziamento della presenza di un medico radiologo, che andrebbe ad integrarsi con l’attività del tecnico sanitario di radiologia medica già operativo sette giorni su sette, nella fascia oraria compresa tra le 7.30 e le 19.30.
All’ospedale dei Sibillini è inoltre garantita la presenza, il lunedì, di un dirigente medico anestesista impegnato nella terapia del dolore, nell’assistenza alla medicina interna e nelle attività diagnostiche. A partire dal mese di febbraio, questa presenza sarà ulteriormente rafforzata, con un’estensione dell’orario dalle 8 alle 20, e sarà poi potenziata ancora con l’avvio dell’attività endoscopica.
Un percorso di crescita graduale ma strutturato, che conferma la volontà della Regione e dell’Ast Fermo di rendere il “Beato Antonio” un presidio sempre più centrale e funzionale per il territorio montano dei Sibillini.
