
FERMO - Un rosario laico quello che va in scena poco dopo le nove del mattino: è lo spoglio delle elezioni provinciali. Candidato unico, Michele Ortenzi, con la commissione guidata da Mara Gambini che apre le schede una per una. Partendo dal colore blu. Quello relativo ai piccoli comuni, che hanno meno di 3mila abitanti.
‘Ortenzi’ legge la presidente. E così fa per altre 124 volte, senza mai cambiare parola. Perché il piano di andare a votare scheda bianca, tra i piccoli, fallisce miseramente. Poi, dopo alcuni minuti, arriva il ‘bianca’ pronunciato dalla presidente che si ferma a quota 14. Ci sono poi due schede borderline: una con il nome Romanella, l’altra che viene assegnata a Ortenzi perché l'elettore ha messo la croce con l'aggiunta di un commento ‘il nulla’. Quindi, dai piccoli, il presidente prende 125 voti sulle 140 schede aperte. Mentre i voti potenziali sarebbero stati 292.
Dopo il plebiscito tra i piccoli tocca alla fascia Arancione, ovvero i comuni di Amandola e Altidona, Grottazzolina e Falerone. Sono 14 i voti per Ortenzi, a fronte di 4 bianche e due ‘nulle’ perché senza croce e con la scritta ‘il nulla’ sulla scheda. Gli amministratori di questa fascia sono quelli che si sono presentati meno al voto, con Amandola che ha mandato al seggio solo due consiglieri. Non è che ha ragione Saccuti?
Per il grigio, fascia 5-10mila, ovvero il comune dello stesso presidente, Montegiorgio, e Monte Urano, a votare sono andati in 16. Sono 15 le schede per Ortenzi e una sola bianca, presumibilmente del presidente stesso. In questo caso le due minoranza non sono andate a votare, seguendo le indicazioni di Fabrizio Cesetti
È il momento del rosso, che in queste elezioni si è visto solo nel colore della scheda. Qui il presidente uscente fa man bassa tra Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare, Porto San Giorgio e Montegranaro. I comuni più grandi premiano il lavoro e si presentano in massa garantendo a Ortenzi 45 voti sui 67 totali, le bianche sono state sei.
È il momento del verde che identifica il comune di Fermo. Buona affluenza, 25 consiglieri su 32, con 19 voti per Ortenzi. Compatta, o quasi, in questo caso la minoranza che porta al seggio sei consiglieri per la scheda bianca.


Finisce con 218 voti a Ortenzi, 31 bianche e tre schede nulle sotto gli occhi vigli della commissione, del segretario Bonelli e degli agenti della polizia provinciale. “Sono soddisfatto, era un ratifica amministrativa, ma resta sempre il messaggio politico, la partecipazione. Credo che un amministratore non possa esimersi dal voto, quindi mi sarei atteso numeri anche maggiori. Ma ora si lavora in attesa di dare un nuovo consiglio al presidente con le elezioni di settembre” commenta Andrea Balestrieri, segretario provinciale di Fdi, unico presente allo spoglio.
Ed è lui ad accogliere il confermato Ortenzi, che col sorriso dichiara: “Un voto in linea con le aspettative. Questa resta una elezione anomala, per di più con un solo candidato e senza quorum. Potevano venire anche in meno".
Il lavoro non gli manca, ache politico. "Speriamo che cambi il sistema. Ogni anno l’assemblea delle Province lancia il suo messaggio al governo di turno: il ritorno a una piena dignità istituzionale è necessario. Non ci sono però i fondi necessari? Sta di fatto che personale, competenze e fondi vanno necessariamente rivisti. Se le Province restano questo - conclude Ortenzi – non ha però senso tornare al voto pieno, servirebbe solo a rianimare l’antipolitica”.
Raffaele Vitali
