
FERMO – Quattro nomi nell’indirizzario: il sindaco Mauro Torresi e le assessore Ingrid Lucain, Maria Antonietta Di Felice e Micol Lanzidei. Sono loro l’obiettivo della lettera, dal tono conciliante, firmata dalle associazioni ambientaliste di Fermo. In testa Italia Nostra, che usa il presidente Trentuno come portavoce, affiancata da Legambiente, Lipu, Demos.
“Noi, vogliamo chiarirlo subito, siamo favorevoli alla riqualificazione del Girfalco. Comprendiamo l’opportunità dei finanziamenti ottenuti e sappiamo che perderli sarebbe un danno per la comunità. Siamo però dell’opinione che il parco meriti un approccio più rispettoso della sua identità. Nonostante le premesse, il progetto attuale presenta caratteristiche che non appaiono pienamente consone al contesto storico e paesaggistico di Fermo”.
E questo a fronte di alcuni punti del progetto che piacciono anche agli ambientalisti: “La regolamentazione del parcheggio delle auto nel piazzale sul lato Sud della Cattedrale, la realizzazione di percorsi per l’accessibilità e la manutenzione che auspichiamo costante del giardino all'italiana”
Il dubbio torna sul metodo: “Un’opportunità così unica richiedeva una sintesi corale tra le esigenze tecniche e la sensibilità di chi vive e tutela il territorio”. Tra l’altro per il comitato, prioritario sarebbe il viale del sagrato della Cattedrale, oltre alla questione servizi igienici e accessi carrabili.
“Riteniamo pertanto che ci sia ancora lo spazio di manovra per correggere il tiro senza compromettere i fondi stanziati”. Da qui le richieste: “Sospendere l’attuale iter burocratico per il tempo strettamente necessario ad una revisione del progetto; redigere una variante mirando a soluzioni più sobrie e a interventi meno invasivi; iniziare i lavori dopo aver armonizzato il progetto con le reali necessità. Alla fine, avremo un risultato finale di cui tutta la città potrà andare fiera, garantendo al Girfalco il futuro che merita”.
