
FERMO – È arrivato da fuori provincia Giuseppe Gasparretti. Perché nella sanità i feedback e le valutazioni contano eccome. E il reparto di gastroenterologia diretto da Giampiero Macarri eccelle in numerose voci.
Gasparretti è stato curato con una tecnica endoscopica innovativa che, tramite una protesi metallica (Lams), ha unito colon e retto. "Sono riusciti a risolvere il mio problema" racconta il paziente. Non è stato un percorso facile.
“Dopo i consulti si è deciso per un impianto sperimentale di protesi, per evitare un intervento chirurgico che sicuramente sarebbe stato più complesso” prosegue, aggiungendo poi parole di ringraziamento per la competenza e l’impagabile cordialità.
Gasparretti due anni fa era stato operato non a Fermo, un intervento chirurgico - raccontano il professor Macarri e il dottor De Minicis - di resezione del colon a causa di un tumore del colon-retto. L’operazione, particolarmente complessa, aveva inizialmente risolto il problema oncologico, ma nei mesi successivi sono emerse alcune complicazioni”.
Nel punto in cui i chirurghi avevano ricollegato le due parti dell’intestino (la cosiddetta anastomosi) si è infatti sviluppato un restringimento progressivo (sub-stenosi) che ha portato nel tempo a una quasi completa chiusura del passaggio intestinale.
È stato necessario per il paziente sottoporsi a diverse sedute di dilatazione endoscopica. Durante una di queste, effettuata con un palloncino, si è però verificata una piccola perforazione nella zona dell’anastomosi. La complicazione ha reso necessario un nuovo intervento chirurgico d’urgenza” proseguono i medici.
L’esito dell’operazione ha provocato una situazione che aveva due sole soluzioni: convivere con la stomia in modo permanente oppure affrontare un altro intervento chirurgico molto complesso per tentare di ricostruire il collegamento tra colon e retto.
È a questo punto che Gasparretti ha bussato, su consiglio di un altro dottore, alla porta di Macarri a Fermo. “Abbiamo proposto una terza strada, meno invasiva. Si tratta di una tecnica endoscopica avanzata che utilizza una speciale protesi metallica, chiamata Lams, capace di mettere in comunicazione due organi cavi”.
E così, l’intervento che ha permesso a Gasparretti, sotto guida endoscopica del dottor De Minicis, di collegare direttamente il retto con il tratto di colon, creando di fatto una nuova anastomosi retto-colica senza ricorrere alla chirurgia tradizionale.
“Un approccio estremamente innovativo, per il quale al momento non risultano casi analoghi descritti nella letteratura scientifica. E così, il paziente ha già potuto riprendere una normale funzionalità intestinale, utilizzando la nuova protesi creata con la procedura endoscopica e non presenta dolore né altri sintomi rilevanti. Un risultato che apre nuove prospettive nel trattamento di complicanze intestinali particolarmente difficili da gestire” conclude Macarri.
