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Non solo domus: duemila anni dopo, ecco il decumano che tagliava Ascoli Piceno

7 Novembre 2020

ASCOLI PICENO – Non sarebbe una notizia, perché si sa che Ascoli nasconde tesori in ogni angolo. Ma la dimensione della domus romana e del tratto del decumano sono davvero importanti.

Due scoperte che riportano all'assetto urbanistico dell'antica città di Asculum di 2.000 anni fa e che sono riemerse in corso Trieste, durante indagini archeologiche preventive in vista dei lavori di ripavimentazione della strada nel centro storico, eseguite dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche.

Il segmento del decumano rivela il tratto urbano della via consolare Salaria. Un tratto di basolato in grossi conci di travertino delimitato su un lato dal marciapiede, realizzato con un battuto di laterizio che richiama il periodo tra il I e il IV sec. d.C.

Tra gli elementi di maggiore interesse, una soglia e i solchi lasciati dalle ruote dei carri, ancora ben leggibili sul basolato. Della domus sono state riportate alla luce alcune porzioni di 6 stanze decorate con pregevoli intonaci affrescati, dai coli ancora brillanti. L'edificio, che ha subito vari ristrutturazioni, potrebbe risalire al II sec. a.C., prima che Roma prendesse il controllo dei battaglieri piceni (foto Ansa.it).

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