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"No al Referendum, Sì a Interlenghi". Marinozzi e i giovani che credono nella politica: "Fermo deve avere una visione"

16 Settembre 2020

di Raffaele Vitali

FERMO – 26 anni e tanta voglia di ‘Agire locale’. Francesco Marinozzi è una delle colonne della lista composta da tutti giovani che vuole provare a cambiare Fermo entrando in consiglio comunale a supporto di Renzo Interlenghi. Una lista originale, età media 25 anni, che vuole dà speranza alla politica.

Marinozzi, partiamo da qui: perché un cittadino dovrebbe votarla?

“Sono pronto a garantire impegno, lo studio delle questioni che dovrò affrontare. Darò tempo oltre che passione”.

Cosa fa nella vita?

“Sono laureto in legge, specializzato in professioni legali a Macerata”.

Perché tanti avvocati entrano in politica?

“Quando quotidianamente hai a che fare con il diritto, inteso come diritti e garanzie, sempre dal lato dell’interpretazione delle norme e dell’applicazione del diritto, diventa una esigenza spontanea questo ardore e necessità di far parte di chi il diritto poi lo scrive. E in Comune si può incidere”.

Le elezioni comunali vivono di volti e conoscenze, c’è il timore per lei e per la lista di non riuscire a emergere perché nuovi?

“Per noi questo è un punto di forza. A dire il vero non siamo così sconosciuti. Veniamo da esperienze associative che ci hanno messo alla prova. Ad esempio ho organizzato per anni il Tangram, quindi ho un background”.

Non temete di essere schiacciati dai ‘senatori’, dagli esperti?

“In realtà ci siamo confrontati con loro, non ci hanno considerato un in più. Non siamo il loro specchietto per le allodole”.

Avete un vostro programma, come si coniuga con quello di lista?

“Il centrosinistra l’ha fatto suo. Noi siamo molto pragmatici e ambiziosi, non sognatori. Ci piacerebbe che la città iniziasse a guardare davvero verso i prossimi lustri. Una ciclabile non si fa in cinque anni, ma bisogna gettare le basi. E per questo faremo subito un piano di mobilità sostenibile”.

Il timore è che chi parla di concorsi di idee e piani di studio è che poi non sappia cosa fare. Non è già partecipazione votarvi?

“Noi crediamo nella partecipazione attiva. Sia chiaro che i concorsi di idee innanzitutto permettono di creare una competizione positiva tra i professionisti, spesso tra l’altro sono i giovani che usano queste possibilità. Noi vorremmo coinvolgere poi i cittadini sull’idea migliore, quella che convince l’Amministrazione”.

Però poi amministrare è scegliere?

“Sia chiaro, non è che partecipazione è indecisione. È vero che si usano spesso per l’’urbanistica, ma chi ha idee speculative non venga da noi. Abbiamo un Prg obsoleto e va ripensato. Questo è un punto di partenza”.

Un mese di campagna elettorale, è come ve la aspettavate?

“Noi non stiamo tanto sui social, è come se vivessimo un’elezione degli anni 90. Andiamo casa casa e ogni sera partecipiamo agli incontri. Lo stupore è nelle persone che incontriamo, abbiamo feedback positivi. E senza sponsorizzate, o meglio molto poche, vediamo il consenso crescere”.

Cosa colpisce le persone con cui parlate?

“Detto della mobilità, penso al bike sharing elettrico, piace il tema dell’occupazione giovanile, in particolare il tema degli incentivi per le abitazioni e i contratti per le locazioni. Il tema del turismo è cruciale, dobbiamo recuperare presenze e lo ha capito anche la Regione che ha investito in pubblicità”.

Casina delle rose, vi piace il piano di recupero con ostello-albergo?

“La ricettività è un problema. Sappiamo bene che basta un autobus per riaprire l’unico albergo della città. Quindi serve almeno un’altra struttura, ma sulla Casina delle Rose noi abbiamo idee chiare. La vediamo come ‘una casa degli artisti’. Lo studentato potrà diventare utile in caso di una seconda facoltà, ma non è l’urgenza, anche perché già c’è il progetto dell’ostello della gioventù alla Ugo Betti”.

Perché avete scelto Interlenghi?

“Persona che stimiamo, merita fiducia, impegno e supporto”.

Il sindaco uscente Calcinaro ha 43 anni, per la politica è un giovane. Per lei, per il suo gruppo, su cosa può migliorare?

“Quello che è mancata è la progettualità, una visione complessiva del futuro. La riprova sono la Casina, la nuova Betti costruita senza un giardino e con pochi posti auto e in un punto congestionato. Un ottimo sindaco per la gestione ordinaria, meno per il resto. Però già abbiamo notato che ascolta e osserva: hanno puntato in campagna elettorale sul territorio, sulla lotta alla povertà, sul problema case. Qualcosa abbiamo già seminato”.

Politicamente oggi in Italia chi le piace?

“In Agire Locale siamo in tanti di sinistra, ma in pochi hanno votato il Pd. Il vuoto di rappresentanza c’è e anche per questo abbiamo scelto la lista civica”.

Tra Calenda, Bonaccini e Renzi?

“Possono chiamare, ma non credo che risponderò”.

Referendum, sì o no?

“Sono per un ‘no’ convinto. Vogliamo la rappresentanza, si punta a risolvere un problema con una riforma sbagliata, con un taglio lineare. Ci sono problemi di equilibrio istituzionale, con un Governo sempre più forte, un parlamento europeo che impera e le Regioni, se non si rivede l’assetto delle competenze, inutile ragionare su una minor rappresentanza”.

Marinozzi, ma quanti consiglieri pensate di riuscire a leggere?

“Speriamo tanti. Entrare è fondamentale per portare il messaggio condiviso. Noi ai giovani chiediamo di partecipare, poi di votarci. Il nostro obiettivo è però che il progetto di oggi resti parte del futuro. Siamo pronti a stare all’opposizione, sono certo che il nostro gruppo non si sfalderà e che non avrà problemi anche in caso di sconfitta elettorale. E lo dico a ragion veduta, le idee non scadono”.

@raffaelevitali

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